Uno studio innovativo analizza l’evoluzione delle barene artificiali nella Laguna di Caorle: suoli più alti, biodiversità diversa e un lento processo di rinaturalizzazione favorito dall’innalzamento del mare
Le barene della Laguna di Caorle sono al centro di un innovativo studio condotto dai ricercatori dell’Università di Padova insieme agli operatori del Consorzio di Bonifica del Veneto Orientale, nell’ambito del progetto europeo Interreg Italia-Slovenia ECO2SMART. L’obiettivo della ricerca è quello di analizzare l’evoluzione dei suoli e della vegetazione delle barene artificiali, confrontandole con le barene naturali, per valutarne il grado di rinaturalizzazione e l’efficacia degli interventi di ripristino ecologico.
I risultati mostrano differenze significative. Nelle barene artificiali il suolo raggiunge quote più elevate (da 30 a 160 centimetri sopra il livello del mare, contro i 30-55 centimetri delle barene naturali). Questo ha effetti diretti sulla vegetazione: le barene naturali ospitano specie altamente specializzate, come Salicornia e Limonio, adattate all’alternanza tra sommersione in acqua salmastra e siccità. Nelle barene artificiali, invece, la biodiversità è più variegata e stratificata, con specie tipiche delle barene solo fino ai 75 centimetri di quota, spesso presenti in quantità ridotte e in tappeti monospecifici. Altezze maggiori favoriscono invece la comparsa di piante terrestri e perfino di alberi – pioppo, olmo e tamerice – non caratteristici di questi ambienti.
Lo studio evidenzia inoltre come le barene naturali a maggiore biodiversità presentino anche livelli più alti di carbonio organico nel suolo, un indicatore fondamentale per la mitigazione del cambiamento climatico. Le barene artificiali, al contrario, mostrano valori quasi dimezzati.
Nonostante una rinaturalizzazione lenta, il processo nelle barene artificiali procede in modo graduale. Per questo i ricercatori sconsigliano interventi meccanizzati per abbassare la quota del suolo: sarebbero troppo invasivi e rischierebbero di comprometterne il fragile equilibrio ecologico. In futuro sarà lo stesso innalzamento del livello del mare a ridisegnare il paesaggio: le aree oggi troppo elevate verranno raggiunte dalle alte maree, facilitando la naturale transizione verso un ambiente di barena anche nelle zone dove oggi crescono alberi e arbusti.
L’innalzamento del mare rappresenta dunque una sfida per l’agricoltura e la vita quotidiana nelle aree costiere, ma allo stesso tempo offrirà un’occasione unica per comprendere l’evoluzione di questi ecosistemi e i benefici che saranno in grado di fornire in un futuro in cui la gestione delle zone litoranee sarà sempre più complessa.



