Quattro proposte ambientali centrali del programma di Giovanni Manildo, candidato presidente del Veneto: la transizione ecologica al cuore della sua visione per la Regione
Un kilowatt da rinnovabili per ogni abitante entro il 2030, un milione di nuovi alberi in cinque anni, stop al consumo di suolo con revisione della legge regionale del 2017 e rilancio del trasporto pubblico e del Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale. Sono queste le quattro proposte ambientali centrali del programma di Giovanni Manildo, candidato presidente del Veneto per la coalizione del centrosinistra, che pone al centro la transizione ecologica.
La sfida secondo Manildo: “Difendere la casa comune, garantire qualità della vita, creare lavoro sostenibile”
“Il cambiamento climatico non è un tema da convegni: è la nostra realtà quotidiana – afferma Manildo -. Lo vediamo nelle alluvioni che si ripetono, nell’aria che respiriamo, nell’inquinamento dell’acqua, nella cementificazione che continua ad avanzare. Per questo l’ambiente non è un capitolo del programma: è il centro del nostro progetto. Difendere la casa comune, garantire qualità della vita, creare lavoro sostenibile: è questa la sfida politica decisiva”.
Il piano “1 kilowatt per abitante” punta a raggiungere 5 gigawatt da fonti rinnovabili entro il 2030, rafforzando la diffusione delle Comunità energetiche rinnovabili per cittadini, Comuni e imprese. L’obiettivo di un milione di alberi vuole restituire respiro alle aree urbane e fluviali, migliorare l’adattamento climatico e contribuire alla rinaturalizzazione dei territori. Il blocco del consumo di suolo passa per una revisione della legge regionale del 2017, che ha moltiplicato le superfici edificabili; al suo posto, incentivi per la rigenerazione urbana e il riuso degli spazi già esistenti. Sul fronte della mobilità, la proposta è quella di un trasporto pubblico moderno, elettrico e accessibile, che torni a investire nel progetto – mai attuato dalla giunta Zaia – del Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale, collegando università, distretti produttivi, città e aree turistiche.
Manildo: “La destra? Solo ora si accorga dell’urgenza del cambiamento climatico”
“Alberto Stefani dice che l’ambiente non è di destra né di sinistra. Bene, sono perfettamente d’accordo con lui. Peccato però che in questi anni la Lega – di cui è segretario regionale e vicesegretario nazionale – abbia sistematicamente bocciato tutte le nostre proposte ecologiche. E che solo ora, in campagna elettorale, si accorga dell’urgenza del cambiamento climatico”, incalza Manildo.
Nel progetto del centrosinistra, la Regione assume un ruolo di regia e coordinamento attivo: sarà istituita una cabina di regia permanente per la transizione ecologica, con dentro imprese, Comuni, università e associazioni, fa sapere Giovanni Manildo, che conclude: “Siamo convinti che non ci sia benessere senza sostenibilità. Il Veneto deve scegliere la qualità della vita come priorità politica. È tempo di smettere con le politiche ambigue e iniziare a costruire davvero il futuro”.



