Prosegue la stagione di prosa del teatro Toniolo di Mestre: la prossima settimana sul palco il dramma di Peter Shaffer per la regia di Bruni-Frongia
Cosa ci può essere di più glamour di un dramma del ‘700? Se la risposta è niente, allora il prossimo spettacolo della stagione di prosa del Teatro Toniolo di Mestre, organizzata dal Settore Cultura del Comune di Venezia con Arteven Circuito Multidisciplinare Regionale, è quello che fa per voi: il 26 e 27 novembre arriva infatti “Amadeus”, dove sontuosi costumi settecenteschi firmati da Antonio Marras fanno da cornice a una leggenda intramontabile, l’invidia di Salieri per il genio di Mozart.
Una pièce di grandissimo successo
Peter Shaffer, autore di questa affascinante e capricciosa pièce teatrale, basa il suo dramma su una storia, o meglio su una leggenda, nota: Antonio Salieri, maturo e affermato musicista, avvelena per invidia il giovane genio Mozart.
Al debutto al National Theatre di Londra nel 1979 la pièce ebbe un grande successo, confermato poco dopo a New York, dove ottene numerosi riconoscimenti, ma ciò che rese universalmente celebre l’opera fu il film di Miloš Forman (alla cui sceneggiatura lavorò anche Shaffer), che quarant’anni fa si aggiudicò otto premi Oscar.


La regia di Bruni-Frongia esalta la forza del testo, che ha il ritmo, la profondità e la tensione di un classico, imprimendogli l’andamento di un capriccio allucinato e sontuoso, un sogno che piano piano assume i contorni perturbanti di un incubo. Ferdinando Bruni è Salieri che, attraversando le età della vita, come un deus ex-machina evoca dal passato i personaggi della ‘sua’ storia. Accanto a lui Daniele Fedeli, l’attore-rivelazione di “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte” nel ruolo del giovane irriverente e sboccato Mozart.
Antonio Marras firma i costumi e veste gli interpreti con sontuosi abiti di un ‘700 immaginario dagli inserti molto contemporanei. La scena è un salone, trasfigurato dalle proiezioni di una sorta di lanterna magica, nella quale si muovono musicisti, nobili e dignitari della corte di Giuseppe II.
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