Calalzo di Cadore primo comune della Rete delle Città madri del Made in Italy. Oggi la presentazione del Ddl, De Carlo: “Valorizziamo le radici storiche e industriali, fondamento del successo delle produzioni italiane”
Calalzo di Cadore sarebbe stato il primo comune a utilizzare il marchio Made in Italy. A dimostrarlo sarebbe un documento, portato alla luce grazie alle ricerche condotte dallo storico d’impresa Massimo Orlandini, che ha riscritto così la storia dell’origine del marchio.
Un fatto che non ha lasciato indifferente il senatore di Fratelli d’Italia, Luca De Carlo, già primo cittadino del comune cadorino dal 2009 al 2024 e oggi presidente della IX Commissione Senato – Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare: De Carlo ha infatti proposto un disegno di legge che punterebbe alla “istituzione della rete delle Città madri del Made in Italy e per il riconoscimento del ruolo di Calalzo di Cadore”, oggi presentato proprio nella Sala “Norma Cossetto” del municipio calaltino, alla presenza del senatore, del sindaco Luca Fanton e delllo storico d’impresa da cui le ricerche hanno preso il via, Massimo Orlandini.
Un Ddl dedicato al Made in Italy
“Con questa proposta, andiamo a valorizzare ulteriormente il marchio Made in Italy, un brand che è al terzo posto nel mondo per notorietà – ha spiegato Luca De Carlo -. Collegandoci alla legge già esistente, andiamo a istituire al Ministero delle Imprese e del Made in Italy la “Rete delle Città Madri del Made in Italy”, ossia quelle realtà che hanno documentato un uso pionieristico del termine Made in Italy, che abbiano ricoperto un ruolo fondamentale nello sviluppo di filiere nazionali e internazionali e che ospitino luoghi che custodiscono la memoria di questa tradizione”.
Il riconoscimento “sarà valorizzato con campagne di comunicazione, con attività a sostegno di musei e centri di documentazione, con la realizzazione di percorsi tematici e con l’emissione di francobolli celebrativi – ha continuato il senatore -. I comuni che faranno parte della Rete potranno anche esporre una targa ufficiale con lo stemma del Comune e la dicitura Città madre del Made in Italy”.
Calalzo di Cadore prima città della Rete
La proposta individua quale prima città della Rete proprio Calalzo di Cadore. “Si è sempre indicata nel XIX secolo la data di nascita dell’indicazione Made in Italy, ma gli studi di Orlandini hanno portato a riscrivere la storia, facendo venire alla luce un documento che attestava le radici del marchio in Cadore già a fine Ottocento – ha affermato De Carlo -. Da quel testo si scopre infatti che già nel 1897 l’occhialeria di Carlo Enrico Ferrari di Calalzo di Cadore esportava i suoi prodotti nel mercato internazionale con questo marchio. Un primato che ho voluto rimarcare in questo Ddl, riconoscendo a Calalzo di Cadore il titolo di primo comune della Rete delle Città Madri del Made in Italy”.

Un primato accolto con entusiasmo e soddisfazione dal primo cittadino di Calalzo, Luca Fanton. “L’occhialeria italiana è nata in Cadore, e in particolare proprio a Calalzo con la ditta di Angelo Frescura nel 1878 – ha sottolineato il sindaco –. Qui è cresciuta e si è sviluppata, dando vita al Distretto bellunese dell’occhialeria e a tutte quelle eccellenze italiane che primeggiano nella moda internazionale. Vedere riconosciuta ufficialmente la nostra Calalzo come la culla di uno dei settori portanti e strategici del Made in Italy nel mondo non può che onorarci e riempirci d’orgoglio; ringrazio il senatore De Carlo per aver voluto mettere nero su bianco questo pezzo di storia di Calalzo, di Cadore e dell’Italia”.



