Confcooperative Padova compie 80 anni e festeggia con un migliaio di cooperative, soci, imprese e rappresentanti istituzionali
Dalle macerie della Seconda Guerra Mondiale a un punto di riferimento per l’economia sociale del territorio: oggi Confcooperative Padova conta 221 cooperative aderenti, 11.500 mila soci, 8.800 lavoratori, di cui 920 svantaggiati o in gravi situazione di disagio, per un valore della produzione di quasi 1 miliardo di euro. La rete padovana riunisce più del 50% delle imprese cooperative presenti sul territorio: è leader nell’occupazione nel terziario sociale ma opera in tutti i settori economici, dall’agricoltura al credito ai servizi.
Basti pensare ai numeri: un italiano su tre acquista beni e servizi di cooperative, uno su cinque è socio di una cooperativa, uno su otto usufruisce ogni anno di servizi di welfare o socio sanitari erogati da cooperative sociali e sanitarie, uno su dieci è cliente di una Banca di credito cooperativo. Del totale del credito concesso dalle banche, 23 euro su 100 arrivano proprio dal sistema delle Banche di credito cooperativo e delle Casse rurali.
Questa cornice del mondo cooperativo italiano è stata al centro dell’80esimo di Confcooperative Padova, che al Padiglione 11 della Fiera ha riunito un migliaio di cooperanti, soci, imprese della cooperazione e rappresentanti del mondo istituzionale per fare il punto sulle sfide del futuro.
Dopo l’introduzione del direttore Carlo Favaron, l’apertura dei lavori è della presidente Tiziana Boggian, che afferma: “Il modello dell’impresa cooperativa, fondata sui principi mutualistici di solidarietà e di uguaglianza sociale, ha il suo valore nel “noi”, nel mettere al centro la persona, nel promuovere la coesione sociale. L’obiettivo che ci siamo dati festeggiando questo compleanno importante è di rigenerare insieme la fiducia nel futuro, di guardare avanti a un domani economicamente e socialmente più equo grazie al sistema cooperativo”.
La cooperazione padovana lavora da sempre a temi che oggi sono strategici: donne, giovani, sostenibilità e inclusione. Lo conferma il fatto che la cooperazione ha il 26,5% di imprese femminili attive sul totale delle cooperative registrate alla Camera di Commercio (un dato superiore al 21,3% del Veneto e al 24,2% dell’Italia). Ha il 4,1% di cooperative giovanili (rispetto al 3,3% della media veneta) e il 10,9% di cooperative di migranti attive (sul 5,9% della media nazionale). Inoltre a Padova il 68% delle cooperative attive ha avviato iniziative di risparmio energetico e riduzione dei consumi (rispetto al 52,3% a livello italiano).

L’evento
Durante la convention, le principali voci della cooperazione locale, nazionale ed europea hanno discusso del modello di economia sociale, della sostenibilità, del ruolo delle comunità e delle prospettive future. All’incontro hanno portato il loro saluto il vicesindaco di Padova, S.E. Mons. Claudio Cipolla – vescovo della città – il Presidente della camera di commercio I.A.A. di Padova Antonio Santocono, la prorettrice dell’Università di Padova Monica Fedeli e il presidente di Confcooperative Veneto Paolo Tiozzo. Presenti anche numerosi sindaci e amministratori dei Comuni padovani, oltre a rappresentanti politici e istituzionali.
L’evento, realizzato con il supporto di Fondosviluppo, Power Energia, Irecoop Veneto, BCC Veneta, BCC Roma, BVR Banca Veneto Centrale e il Gruppo Assimoco e CIBA Brokers, ha offerto alle cooperative presenti l’occasione di confrontarsi su tematiche assicurative, come tutela patrimoniale, rischi catastrofali e responsabilità degli amministratori (D&O), valutando soluzioni personalizzate per le diverse realtà cooperative. La convention è stata organizzata in collaborazione con la Camera di Commercio di Padova e Venicepromex, agenzia per l’internazionalizzazione del sistema camerale veneto, con il patrocinio del Comune di Padova, della Provincia e dell’Università degli Studi di Padova.
La lectio del Prof. Becchetti e l’intelligenza relazionale
Secondo il prof. Leonardo Becchetti, economista e docente di Economia Politica all’Università di Roma Tor Vergata, il territorio è il prodotto della relazione tra l’ambiente fisico e l’uomo ma, per quanto si influenzino reciprocamente, non sono ancora comunità: “Lo diventano quando i suoi abitanti creano legami sociali, condividono un senso di appartenenza, collaborano, cooperano per il bene comune”. Ha poi aggiunto: “Il concetto di intelligenza relazionale diventa così la chiave per affrontare le crisi del nostro tempo e le sfide contemporanee. La cooperazione è la risposta ai conflitti, l’economia civile e l’intelligenza relazionale possono essere l’antidoto alle guerre”.
I giovani cooperatori
Il Gruppo Giovani di Confcooperative Padova, si è costituito a marzo 2024 con l’obiettivo di rafforzare il ruolo delle nuove generazioni nella cooperazione e a promuovere l’aggregazione giovanile in settori strategici come il welfare, la green economy e le nuove professioni della conoscenza, dal digitale alla cultura e al turismo.
Attraverso le loro iniziative, i giovani cooperatori stanno costruendo un vero e proprio ruolo politico all’interno del movimento, con l’obiettivo di attrarre nuovi membri, mantenerli attivi nelle cooperative e colmare il divario tra domanda e offerta. La loro convinzione è chiara: lavorare insieme significa sostenere il territorio e le persone, trasformando la modalità collettiva di fare impresa in un motore capace di generare risorse e soluzioni concrete a partire dai bisogni della comunità.

La sostenibilità nella cooperazione agricola
Il talk “Agricoltura e Sostenibilità, un connubio che funziona” moderato da Paola Ferrara caposervizio sostenibilità, formazione, divulgazione di Confcooperative, ha approfondito il tema della cooperazione in agricoltura, settore in cui la sostenibilità ambientale, economica e sociale trovano la loro naturale sintesi.
Lo confermano le esperienze delle cooperative partecipanti al talk e le testimonianze di Francesca Sabbadin di Azove, società agricola cooperativa che oggi è la prima organizzazione di produttori di carni bovine del Veneto, Roberto Lorin Presidente di Conselve Vigneti e Cantine s.c.a., storica realtà di quasi 600 soci viticoltori, e del prof. Massimo De Marchi del Dipartimento di Agraria dell’Università di Padova, che sta focalizzando i propri sforzi scientifici e di ricerca nello sviluppo di tecnologie che consentano di produrre in risposta ai cambiamenti climatici, soprattutto per mitigare i rischi del prossimo futuro. ù
Uno degli obiettivi principali è trasferire competenze alle aziende per migliorare la produzione e la trasformazione degli alimenti in un’ottica di qualità, salute delle persone e del pianeta, garanzia di cibo e sostenibilità. Innovare in agricoltura significa coniugare tradizione e scienza per “coltivare un futuro” più sostenibile, resiliente e consapevole, facendo fronte alla sfida dell’instabilità climatica e alla sostenibilità dei processi produttivi. Sostenibilità che è connaturata nel fare impresa cooperativa, perché la transizione ecologica e ambientale non sono solo ideologia ma cura dei campi, delle produzioni, degli animali del comparto zootecnico.
Guerini e la dimensione europea
Giuseppe Guerini, Presidente di Cooperatives Europe, ha sottolineato la sfida di ricostruire legami in un mondo sempre più frammentato, dove le recenti instabilità hanno inciso profondamente sugli equilibri economici, creando divari tra aree in rapido sviluppo e altre in stagnazione. Secondo Guerini, l’economia digitale ha generato nuove forme di disuguaglianza e modelli di crescita concentrati, che rischiano di minare la democrazia economica. In questo contesto, il sistema cooperativo può giocare un ruolo chiave: le cooperative hanno la capacità di generare ricchezza e distribuirla equamente, e possono contribuire a democratizzare l’economia digitale attraverso la mutualizzazione dei dati, considerati la risorsa più importante dell’economia moderna.
La chiusura del Presidente nazionale Gardini
“La cooperazione è l’opportunità di dare voce all’impresa comune, attenta alla difesa dei consumatori, alla mutualità e alla collaborazione tra i soci. Che rimette insieme il senso di appartenenza a un paese, che ricostruisce il senso del fare insieme. La confederalità ha il merito di aver tenuto insieme le diverse esperienze delle casse rurali, della cooperazione agricola, delle cooperative di abitazione, di quelle di lavoro, delle cooperative sociali che hanno ricostruito la funzione del welfare. La cooperazione è capacità di vera innovazione e vera rivoluzione sociale, è economia sociale che mette al centro la persona. Per questo l’impresa cooperativa oggi è ancora più urgente e deve trovare anche strumenti legislativi per crescere e aprire una stagione nuova con un patto di responsabilità con le istituzioni, per dare risposte ai bisogni delle nostre comunità. Oggi, qui, cominciamo i prossimi 80 anni”.



