“Assessorati di peso per FdI nella prossima giunta: sanità, bilancio, formazione, agricoltura e lavori pubblici e un vicepresidente operativo”. Parola del coordinatore veneto Luca De Carlo
“Fratelli d’Italia guiderà gli assessorati chiave di Sanità, Bilancio, Formazione e Lavoro, Agricoltura, Caccia e Pesca, Trasporti e Lavori Pubblici” ha dichiarato Luca De Carlo, coordinatore regionale del partito, nel corso dell’incontro con i vertici di Confartigianato Imprese Veneto, parte del ciclo di confronti promossi in vista delle elezioni regionali 2025. “Avremo un vicepresidente di Regione assolutamente operativo” ha aggiunto, spiegando che le altre deleghe saranno gestite attraverso le presidenze di commissione: “Oggi la priorità è vincere le elezioni. Siamo convinti di poter aggiungere un po’ di frizzantezza all’azione politica: si può fare di più e meglio. Siamo il primo partito e lo saremo anche dopo, con molto entusiasmo”.
De Carlo ha richiamato il tema della responsabilità amministrativa, assicurando un approccio concreto: “Nessuno dei nostri assessori andrà lì a parcheggiarsi, io sarò il garante di questo metodo. Nei primi cento giorni si possono fare cento cose: pungolateci, perché vogliamo essere messi alla prova”.
Nel confronto è stato citato il ruolo di Veneto Sviluppo come strumento per favorire investimenti e passaggi generazionali nelle aziende del territorio: “Non capisco chi oggi lo contesta perché non si è espresso prima”. Altro nodo affrontato, quello del rafforzamento della macchina amministrativa: “c’è bisogno di rafforzare le strutture tecniche della Regione per trasformare le buone idee in progetti”.

Sulla carenza di manodopera, De Carlo ha indicato una strategia di medio periodo: “Se vogliamo essere competitivi dobbiamo creare nuovi posti di lavoro prima del 2030, formando i lavoratori direttamente nei loro Paesi e poi trattenendoli con stipendi più attrattivi. Dobbiamo essere più competitivi anche sul piano salariale”.
Ampio spazio anche ai temi di sicurezza e sanità, definiti “prerequisiti per vivere in un territorio”. Il coordinatore ha parlato di una nuova rete di ospedali strategici, distinguendo le strutture di eccellenza da quelle destinate a emergenza, urgenza e attività secondarie. Criticità anche per l’attuale organizzazione degli ATS, giudicata non adeguata: “Bisogna ridisegnarli”. Confermata l’intenzione di separare l’assessorato alla Sanità da quello al Sociale “per garantire maggiore efficacia gestionale”.
Sul fronte fiscale, De Carlo ha indicato una possibile apertura al tema dell’addizionale Irpef: “Il centrodestra nasce per diminuire le tasse, ma se vogliamo fare qualcosa in più dobbiamo creare nuove economie di scala e verificare come razionalizzare la spesa. Altrimenti saremo costretti a introdurre l’addizionale Irpef. Se invece non vogliamo fare nulla, allora non la mettiamo: ma non possiamo fingere di non vedere il problema”.
Confartigianato Veneto ha chiesto snellimento burocratico, procedure più rapide e un intervento deciso sui costi energetici, “troppo più alti rispetto alla media europea e tali da compromettere la competitività delle nostre aziende”.
Sul fronte energia, De Carlo ha richiamato la necessità di superare i veti ideologici: “Con i no non si rafforza la competitività. Se vogliamo abbassare il costo dell’energia dobbiamo avere il coraggio di dire qualche sì”. Poi un riferimento alla neutralità tecnologica in sede europea: “L’Europa, quando parla di energia, non parla di neutralità tecnologica. È invece la direzione che dobbiamo imboccare anche per le scelte future del Veneto”.
Tra le richieste dell’associazione, anche un assessorato alla Montagna. De Carlo ha annunciato l’intenzione di riunificare le competenze oggi distribuite su più settori: “L’assessorato alla Montagna oggi è diviso in tre. Lo metteremo in un unico assessorato insieme a Caccia e Pesca”.
A chiusura dell’incontro, il presidente Roberto Boschetto ha richiamato la necessità di riportare le imprese al centro dell’agenda politica regionale: “Gli artigiani hanno bisogno di essere presi in considerazione e di sentirsi al centro delle scelte regionali. Abbiamo bisogno di un cambio di passo: il Veneto deve tornare a correre. Per farlo servono competenze forti in Regione e investimenti che accompagnino le imprese a crescere, il mondo dell’artigianato è pronto a fare la propria parte, ma chiede interlocutori preparati, rapidi e con visione”.


