Incontro di Confartigianato con Alberto Stefani in vista delle Regionali: al centro manodopera, infrastrutture, autonomia e lotta alla burocrazia
Carenze infrastrutturali, frammentazione amministrativa, formazione, burocrazia, autonomia e sanità: sono stati diversi i temi emersi durante il primo confronto pubblico con i rappresentanti di tutte le province e Alberto Stefani, candidato alla presidenza della regione Veneto.
Riuniti a Mestre sotto il coordinamento di Confartigianato Imprese Veneto, i vari rappresentanti del confartigianato hanno esposto numerose tematiche: dal territorio polesano, Marco Campion ha richiamato le difficoltà legate alle carenze infrastrutturali e alla frammentazione dei comuni, mentre da Treviso Armando Sartori ha sottolineato la necessità di investire con decisione nella formazione professionale, definita lo snodo decisivo per il futuro delle imprese.
Il veneziano Siro Martin ha posto l’accento sul tema dell’autonomia e del ruolo delle Province, mentre da Vicenza Gianluca Cavion ha chiesto maggiore attenzione alla burocrazia e alla chiarezza dei bandi pubblici.
Da Padova Gianluca Dall’Aglio ha ricordato come anche le piccole opere infrastrutturali possano contribuire a contrastare lo spopolamento delle aree artigianali, e da Verona Devis Zenari ha evidenziato che il Veneto resta una regione a “innovazione moderata”, chiedendo strumenti concreti per sostenere le imprese nei processi di innovazione e formazione.
Infine, da Belluno Claudia Scarzanella ha posto l’attenzione sulla sanità, sollecitando un rafforzamento dei servizi nei territori montani.
Il punto di sintesi dell’incontro, ha dichiarato Stefani, è che “la sostenibilità non è nonostante le imprese ma grazie alle imprese”, ribadendo la centralità del lavoro e dell’impresa diffusa come motore di sviluppo.
I temi caldi
Tra le priorità emerse durante l’incontro spicca il tema della mancanza di manodopera qualificata, una criticità che riguarda oltre il 60% delle imprese artigiane venete. “L’immigrazione non può essere la risposta automatica – è stato sottolineato – serve investire sui giovani, cambiare mentalità e restituire valore sociale e professionale al lavoro manuale”.
Gli artigiani chiedono di potenziare la formazione professionale, definita da Confartigianato “di serie A”, dotando i centri formativi di tecnologie moderne e affiancandoli con un osservatorio delle competenze in grado di analizzare i fabbisogni delle imprese e orientare i percorsi formativi verso le reali esigenze del mercato del lavoro.
In questo scenario, le associazioni di categoria rivendicano un ruolo attivo al fianco della Regione, proponendosi di collaborare nella redazione di analisi di mercato per individuare le professionalità più richieste e sensibilizzare giovani e famiglie nella scelta di percorsi con reali sbocchi occupazionali. Com’è stato evidenziato, il Confartigianato vuole essere una bussola del mercato del lavoro per orientare la programmazione regionale sulle esigenze concrete del tessuto produttivo veneto.
Su questo punto, Stefani ha condiviso la necessità di un sistema formativo fortemente connesso al mondo produttivo e ha evidenziato come federalismo fiscale e politiche di area vasta possano garantire le risorse e la governance necessarie per politiche del lavoro e della formazione più efficaci.
Altre tematiche rilevanti sono il contrasto alla denatalità e il rafforzamento del welfare aziendale, considerati pilastri per una nuova coesione territoriale.
Sul fronte delle infrastrutture, Stefani ha accolto le sollecitazioni delle imprese annunciando la volontà di creare una holding autostradale in capo a CAV, con l’obiettivo di reinvestire i pedaggi in opere strategiche per il territorio. Ha inoltre confermato il via libera alla Valdastico Nord, pur riconoscendo le criticità legate al ritardo della banda ultralarga. Tra le proposte più innovative, anche la creazione di un bacino unico per la gestione integrata dei servizi, che potrebbe generare benefici ambientali ed energetici.
Accanto al tema infrastrutturale, gli artigiani chiedono una regione più vicina alle imprese, proponendo la creazione di un tavolo permanente anti-burocrazia con le associazioni di categoria, per individuare e superare gli ostacoli amministrativi che frenano lo sviluppo. Stefani si è detto favorevole anche a nuove politiche di area vasta, che consentano ai Comuni di condividere competenze e funzioni strategiche, soprattutto nei settori di ambiente, innovazione e digitale.
Per quanto riguarda l’innovazione economica, Stefani ha proposto un potenziamento di Veneto Sviluppo e Veneto Innovazione, affinché diventino strumenti più agili e flessibili, e ha rilanciato l’idea di distretti del commercio artigianale integrati, gestiti da un “manager di distretto” capace di creare sinergie tra imprese, commercio e territorio.
“Abbiamo scelto la via del dialogo piuttosto che quella della sfida tra candidati” ha dichiarato il presidente di Confartigianato Imprese Veneto, Roberto Boschetto, che ha poi aggiunto: “Chiediamo l’istituzione di un tavolo di concertazione permanente con le associazioni di categoria per implementare politiche in favore delle imprese e ridurre gli ostacoli burocratici. Le nostre aziende non chiedono assistenza – ha concluso Boschetto – ma ascolto e collaborazione per costruire, insieme alla politica, un Veneto più competitivo, inclusivo e attrattivo per le nuove generazioni”.



