Il rinnovo del contratto della sanità pubblica porterà aumenti, arretrati e nuove indennità per dipendenti non medici del personale sanitario
Firmato lunedì 27 ottobre il rinnovo del Contratto collettivo nazionale della sanità pubblica 2022–2024 tra Aran e le organizzazioni sindacali Cisl Fp, Nursind, Fials e Nursing Up. L’accordo, raggiunto dopo un anno e mezzo di trattative e quasi quattro anni di attesa, coinvolge 7.949 lavoratori della Marca Trevigiana e 3.070 del Bellunese, tra infermieri, ostetriche, operatori socio-sanitari, tecnici e personale amministrativo.
Il nuovo contratto introduce un aumento medio lordo di 172 euro al mese, che sarà riconosciuto da novembre 2025 con effetto retroattivo. L’incremento degli stipendi tabellari sarà in media di 145 euro, a cui si aggiungono nuovi adeguamenti delle indennità già previste. È previsto anche il pagamento degli arretrati, al netto dell’indennità di vacanza contrattuale già erogata, per una somma compresa tra 800 e 1.360 euro, variabile in base al profilo professionale.
Tra le principali novità figurano diverse misure di valorizzazione economica e professionale. L’indennità di pronto soccorso potrà arrivare fino a 250 euro mensili, quella di specificità infermieristica sale a 165 euro, mentre per la tutela del malato e la promozione della salute è previsto un contributo fino a 119 euro. Sono inoltre previsti incrementi fino a 1.500 euro per incarichi e responsabilità e compensi fino a 50 euro l’ora per le prestazioni aggiuntive.
Il contratto aggiorna anche le tutele e le misure di welfare. Il nuovo Contratto estende il buono pasto a chi lavora in smart working e introduce la tutela legale gratuita per i dipendenti vittime di aggressioni sul lavoro. Tra le novità più rilevanti c’è l’introduzione del principio di age management, che consente di adattare i carichi di lavoro alle diverse fasi della carriera. Per il personale sanitario con più di 60 anni saranno possibili riduzioni dei turni notturni o l’assegnazione a mansioni meno gravose, un intervento pensato per proteggere la salute dei lavoratori più esperti e garantire la continuità dei servizi.
Il rinnovo stabilisce inoltre la parificazione retributiva tra infermieri e ostetriche e introduce nuove opportunità di formazione continua, più flessibile e aggiornata, in linea con l’evoluzione del sistema sanitario. L’accordo chiude così la fase contrattuale 2022–2024 e apre la strada alla nuova tornata 2025–2027, con l’obiettivo di consolidare il riconoscimento economico e professionale di chi opera nel settore pubblico della sanità .
Zingales (Belluno): “Un passo avanti importante”
“Questo rinnovo contrattuale restituisce dignità , potere d’acquisto e nuovi diritti a chi ogni giorno garantisce la sanità pubblica anche nei territori più complessi come quello bellunese”, sottolinea Leone Ettore Zingales, componente della segreteria Cisl Fp Belluno Treviso.
“Un passo che può contribuire a rendere più attrattivo lavorare nella Ulss 1 Dolomiti, dove le difficoltà , dalla carenza di alloggi ai disagi negli spostamenti, fino alla scarsità di servizi, rendono più difficile reclutare e trattenere personale”, aggiunge Zingales.
Commazzatto (Treviso): “Un segnale concreto di attenzione”
“Anche nella Marca Trevigiana – spiega Elena Commazzetto, componente della segreteria Cisl Fp Belluno Treviso e segretaria aziendale in Ulss 2 Marca Trevigiana – questo rinnovo rappresenta un segnale concreto verso chi opera ogni giorno negli ospedali e nei servizi territoriali, restituendo valore e dignità a chi lavora nella sanità pubblica”.
“Da oggi si apre la stagione della contrattazione integrativa nelle aziende sanitarie, dove dovranno essere convocate le sigle sindacali firmatarie per rendere effettive le nuove tutele e valorizzare le professionalità , favorendo condizioni di lavoro più equilibrate e un’organizzazione più attenta al benessere del personale. Investire sul lavoro pubblico in sanità significa investire sulla salute dei cittadini”, conclude Commazzatto.



