Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso oggi a Mestre fa il punto sulle crisi aziendali in Veneto
“Ogni tavolo di crisi che è giunto al dicastero in questi anni ha trovato una soluzione che ha salvaguardato gli stabilimenti e tutelato i lavoratori”, Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a Mestre. Riepilogando la situazione delle principali realtà produttive venete, Urso ha ricordato che per Speedline “nessuno credeva che fosse possibile, ma abbiamo ricondotto a ragione la multinazionale e i commissari ora possono finalmente aggiudicare questi impianti così importanti e significativi, questa azienda storica del nostro Paese, del nostro Veneto, a chi voglia davvero investire nel rilancio dell’impresa”.
Per quanto riguarda Coin, il ministro ha spiegato che “abbiamo trovato una soluzione con l’intervento di Invitalia, salvaguardando un’altra azienda storica veneta che oggi ha diverse realtà produttive nel resto del Paese”.
Urso ha poi aggiunto che “ci stiamo riuscendo con il caso Riello, per il quale vi è un tavolo nazionale di coordinamento affinché trovi la sua giusta soluzione nell’industria elettrodomestico italiana”.
Lo stesso approccio è stato adottato per Berco, “un’azienda in crisi che ha rinunciato ai licenziamenti collettivi per avviarsi in un percorso di rilancio con il coordinamento del nostro dicastero”.
Sul caso Superjet, l’esponente del governo ha precisato che “lo stiamo monitorando, vi sono tre possibili offerte, ma il caso dipende dalle decisioni tecniche del Comitato per la sicurezza finanziaria”.
Infine, a proposito della Valbruna, Urso ha annunciato la convocazione del tavolo per il 4 novembre e aggiunto: “La stiamo esaminando nell’ambito del procedimento che riguarda la Golden Power, ma posso assicurare che noi riteniamo questa impresa siderurgica fondamentale, strategica per il sistema industriale italiano e soprattutto per il settore della difesa. Sono fiducioso – ha concluso – che si troverà una soluzione nell’ambito delle regole europee sulla concorrenza e della legislazione nazionale”.


