Apprezzata da Federalberghi Veneto, la nuova bozza di manovra finanziaria del governo propone un aumento sulla cedolare degli affitti brevi
Federalberghi Veneto esprime forte apprezzamento per l’ipotesi di portare al 26% la cedolare secca sugli affitti brevi. La proposta di manovra finanziaria eliminerebbe lo sconto al 21% per la prima unità immobiliare.
Un segnale molto importante per il settore alberghiero. Questa misura infatti, se confermata, potrà ristabilire condizioni di maggiore equità fiscale tra le diverse forme di ospitalità. In questo modo sarà possibile contrastare fenomeni dilaganti come l’abusivismo e la rendita speculativa nel settore turistico.
Si tratta di fenomeni che nel Veneto, prima regione turistica in Italia, devono essere gestiti con particolare attenzione. Ecco perché “accogliamo con grande favore questa possibile svolta, che va nella direzione di un maggiore equilibrio del mercato”, dichiara in una nota il presidente di Federalberghi Veneto Massimiliano Schiavon.
Secondo Schiavon quindi, la tassazione agevolata al 21% ha creato spazio e incentivato le attività extra alberghiere. Queste “pur offrendo servizi con modalità imprenditoriali, beneficiano di un regime fiscale estremamente vantaggioso”, spiega il presidente. Il risultato è quello di generare una concorrenza sleale per le imprese che operano nel rispetto di regole e oneri fiscali.
Pur apprezzando il possibile intervento sulla cedolare, Federalberghi Veneto ribadisce la necessità di affiancare la leva fiscale con regole più chiare e controlli più efficaci. Il provvedimento sarebbe infatti un “ottimo inizio, ma da solo non basta” prosegue il presidente Schiavon.
“Ora è necessario anche che il governo aggiorni in maniera più approfondita le norme sugli affitti brevi – aggiunge il presidente – . Andando a definire regole chiare, controlli sistematici e sanzioni severe contro chi evade le tasse. Nei confronti del comparto alberghiero le normative sono, giustamente, molto rigorose e per gli affitti brevi deve essere lo stesso”.
“Il Veneto è la regione leader nel turismo in Italia e il mantenimento del suo primato non dipende solo dai sacrifici e dalla visione degli imprenditori turistici che operano nel territorio, ma anche dal quadro normativo che stabilisce le regole del gioco“, conclude Schiavon.



