Alberto Stefani, candidato alle prossime regionali in Veneto per il centrodestra, che stasera ha aperto a Padova la sua campagna elettorale.
Stefani ha sottolineato che “Il nostro sarà un Veneto che parlerà il linguaggio della continuità” e che “metà del programma sarà dedicato all’orgoglio per i risultati raggiunti, da cui partiremo e che svilupperemo per vincere le sfide del futuro”. Ha quindi indicato le sue parole chiave: “Quello che iniziamo da oggi a disegnare insieme è un Veneto grato, solidale, innovativo, competitivo, sostenibile, responsabile, coraggioso e visionario”.
Il candidato ha parlato di una “rivoluzione di stile”, spiegando di voler “affermare le proprie ragioni con pacatezza, con orgoglio, senza mai parlare male degli altri. Non mi sentirete mai una sola volta rispondere a provocazioni e polemiche o parlare male degli avversari”.
Entrando nel merito del programma, Stefani ha precisato che “il nostro sarà un Veneto solidale, che continuerà a mettere al centro la famiglia. Il sociale sarà il primo punto del programma di governo. Sarà un Veneto vicino ai cittadini, sempre più umano, che alla cura dei sintomi accompagnerà sempre di più la cura dei bisogni della persona, sia fisici sia psicologici”.
“Un Veneto determinato, che guarderà al futuro con coraggio e passione – ha proseguito –. Il grande lavoro fatto dalla Regione potrà permettere la nascita di una holding autostradale del Nord Est, che sarà un risultato straordinario per i veneti”. Sul fronte economico, Stefani ha sottolineato che “le grandi sfide del mercato del lavoro devono essere vinte grazie alla formazione, grazie a un forte legame tra scuola e imprese e valorizzando la formazione professionale, che non è di serie B”.
Il candidato ha inoltre ribadito l’impegno della Lega per l’autonomia e il federalismo fiscale, assicurando anche che “il Veneto affronterà a viso aperto la violenza contro le donne, perché chi tocca una donna tocca tutti i veneti”.
In materia di politiche giovanili, Stefani ha presentato la proposta del “Servizio Veneto”, un campus di 15 giorni “per imparare il senso del dovere”, aggiungendo che “il mio sarà un Veneto dalla parte dei giovani, di chi ha voglia di sognare, di costruire qualcosa di buono”. “Dimostreremo che i giovani non sono lontani dalla politica, ma che saranno parte integrante di un percorso straordinario che faremo insieme”, ha concluso Stefani.



