Il Senato approva emendamento per legge sull’artigianato, le 120mila imprese artigiane venete rimesse al centro della crescita economica
Il Senato ha approvato in commissione Industria l’emendamento al Ddl annuale per le Pmi (Piccole e medie imprese) che apre la strada alla riforma della legge quadro sull’artigianato. “Oggi in Senato facciamo un primo passo storico per rilanciare l’artigianato italiano e veneto”, dichiara in una nota Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato Imprese Veneto.
La legge delega impone al Governo tempi certi per predisporre il testo completo, garantendo rapidità e sicurezza normativa. La riforma punta a rimuovere limiti dimensionali, societari e organizzativi ormai obsoleti, permettendo alle botteghe e officine di crescere e innovare. Saranno rafforzati strumenti per favorire l’ingresso dei giovani, con particolare attenzione all’apprendistato nelle micro e piccole imprese. L’obiettivo è fornire strumenti concreti per sostenere competitività, internazionalizzazione, formazione e consolidamento delle realtà artigiane.
Il settore artigiano veneto conta oltre 120mila imprese iscritte all’albo, che impiegano 306mila persone. Considerando anche le micro e piccole imprese fino a 50 addetti, il comparto arriva a 405mila aziende, rappresentando il 99,2% del tessuto imprenditoriale regionale e il 62,4% della forza lavoro. “Questi numeri raccontano eccellenza e vitalità, ma anche l’urgenza di una nuova cornice normativa”, aggiunge Boschetto. Lo scorso anno, in Veneto, sono nate 8.128 nuove imprese artigiane, circa 33 al giorno, con 16.700 giovani assunti con contratti di apprendistato. Nelle microimprese la quota di under 30 è del 21,2%, contro il 14,9% delle grandi aziende.
Boschetto sottolinea che le imprese artigiane sono centrali per innovazione, sostenibilità e valorizzazione delle filiere, ma restano vincolate da limiti normativi e dimensionali superati dalla realtà economica. Il presidente esprime apprezzamento per i senatori Luca De Carlo e Giorgio Salvitti, primi firmatari dell’emendamento: “Hanno compreso l’urgenza di rimuovere vincoli anacronistici che limitano lo sviluppo dell’artigianato”.
“Questo voto è solo il primo passo – conclude Boschetto – ora serve completare la riforma, superando i limiti della Legge quadro n. 443/1985, per dare strumenti concreti alle imprese artigiane, presidio di qualità, lavoro e identità locali”.



