Il 91% degli italiani chiede l’ora di educazione alimentare nelle scuole, l’esperienza “SEMIN’SEGNI” di Coldiretti Veneto diventa modello
Otto italiani su dieci vogliono vietare i cibi ultra formulati nelle mense scolastiche. La maggior parte degli italiani chiede di proibire per legge nelle scuole i cibi ultra formulati, dai piatti precotti alle merendine confezionate, seguendo l’esempio della California.
L’ultimo rapporto Coldiretti/Censis “Mangiare bene, malgrado tutto”, presentato al XXIII Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, evidenzia come l’84% dei cittadini ritenga questi prodotti pericolosi per la salute dei più giovani, collegando il loro consumo a obesità, disturbi cardiaci e squilibri glicemici. Il sondaggio rivela inoltre che il 91% degli italiani ritiene urgente introdurre ore di educazione alimentare nelle scuole, vista la crescente influenza dei bambini sulle scelte a tavola.
Per rendere tangibili i rischi legati agli alimenti ultra trasformati, durante il Forum è stato allestito uno spazio dimostrativo con energy drink, snack dolci e salati, merendine e cibi precotti, affiancati da un’area con alimenti sani come pane, frutta, pasta al pomodoro e pollo con patate. Il messaggio dei rappresentanti Coldiretti è chiaro: da un’alimentazione consapevole nasce una generazione più sana, e la qualità del cibo deve essere una priorità anche per garantire il futuro del Paese.
Educazione alimentare e km zero, l’esperienza concreta di Padova
In Veneto, il progetto “SEMIN’SEGNI” rappresenta un esempio concreto di educazione alimentare e civica, che ha coinvolto oltre 20mila studenti, di cui più di 5mila a Padova e provincia, in più di 35 istituti dall’infanzia alle superiori. Attraverso laboratori, visite didattiche e percorsi sensoriali, i ragazzi imparano a conoscere l’origine del cibo, la stagionalità e il valore dei prodotti locali, promuovendo una cultura del gusto e della qualità.
“Nella regione che per prima ha legiferato per orientare le mense verso i prodotti a km zero, la responsabilità di insistere su questo tema è forte — spiega Valentina Galesso, leader delle Donne Coldiretti Veneto — un impegno che coinvolge insegnanti, studenti e imprenditori agricoli, per formare cittadini consapevoli e in grado di compiere scelte sane per sé e per l’ambiente“.
Secondo Coldiretti, solo combinando educazione alimentare e valorizzazione dei prodotti locali sarà possibile ridurre l’uso di cibi ultra formulati e tutelare la salute dei più giovani.

