Il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia torna a parlare della propria posizione in vista delle elezioni regionali di novembre
“Se sono un problema, vedrò di renderlo reale e mi organizzerò per rappresentare fino in fondo i veneti”. Con queste parole il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, è tornato oggi a parlare da Vicenza della propria posizione in vista delle elezioni regionali, dopo le tensioni legate all’esclusione del suo nome dal simbolo della Lega e allo stop alla sua lista personale.
Zaia ha spiegato che, secondo lui e il segretario Alberto Stefani, la scelta sarebbe stata una “pregiudiziale” necessaria per garantire la presidenza. “Non credo a quanto leggo sui giornali, che sia tutto un problema interno alla Lega – ha dichiarato il presidente –. I veti sono stati molti, ma non serve ora discutere di colpe. Ne prendiamo atto“.
Il presidente ha poi definito la campagna elettorale come “un momento sanificatorio e purificatore”, utile per chiarire il peso reale di ciascun candidato. “Lì si vedono i numeri, chi conta, chi ha parlato troppo o troppo poco. E sarà purificatrice anche per chi ambisce a candidarsi ma resterà sugli spalti. Se qualcuno ha bisogno di firme, gliele procuriamo noi”.
Zaia ha ribadito di non aver ancora deciso in che forma rappresenterà i veneti, ma ha voluto rassicurare gli elettori: “Tutti vogliono sapere cosa farò. L’importante è far capire che continuerò a essere dalla loro parte. Dopo quindici anni di lavoro, investimenti e risultati, è giusto proteggere questo percorso. Investiremo nella continuità”.
Il presidente ha ricordato anche le scelte difficili prese durante la pandemia, citando il lockdown regionale come esempio di responsabilità: “Ho chiuso tutto il Veneto quando il resto d’Italia riapriva. I veneti non erano felici, ma poi hanno capito che l’ho fatto col cuore. Ho preso decisioni impopolari a due mesi dalle elezioni, ma sempre nell’interesse della gente”.
Guardando al futuro, Zaia ha indicato la priorità: “La mia unica preoccupazione è che il Veneto resti la regione numero uno in Italia. Il mio risultato più grande non è solo la sanità, le Olimpiadi o la Pedemontana, ma lo standing che ho dato a questa terra. Oggi il Veneto gode di una reputazione nazionale e internazionale che prima non aveva”.
Infine, il presidente ha confermato il proprio sostegno a Stefani e ha lasciato aperta la porta a una possibile candidatura diretta: “Ho sempre detto che sostengo Stefani, e non ci sono dubbi. Quanto alla mia eventuale discesa in campo, la comunicherò come ho sempre fatto: nei modi e nei tempi che mi contraddistinguono“, ha concluso Zaia.


