Secondo gli studi di Confartigianato, il Veneto è la quinta regione per carenza di competenze green, mancano assunzioni per difficoltà nel reperire personale formato
“Transizione verde sì, ma senza le persone per realizzarla”. Il Veneto risulta la quinta regione italiana per mancanza di competenze green nelle micro e piccole imprese. Un dato che rallenta la corsa verso la sostenibilità e frena gli investimenti ambientali.
Lo evidenzia l’ultimo Rapporto Competenze Green di Unioncamere Excelsior Anpal, secondo il quale nel 2024 erano previste in Veneto oltre 176.800 assunzioni legate ai cosiddetti “green jobs“, ma quasi il 60% delle figure richieste è risultato di difficile reperimento.
A livello nazionale, le piccole imprese avevano programmato l’inserimento di 1,6 milioni di lavoratori con competenze ambientali. Purtroppo però, oltre la metà di questi, circa 900mila persone, non è stata trovata.
Nel settore artigiano la carenza è ancora più marcata: su 235mila lavoratori green previsti, 148mila sono risultati introvabili. In Veneto, sei lavoratori su dieci con competenze energetiche o ambientali non sono reperibili. Dato che conferma una criticità che rischia di frenare il processo di innovazione e di efficienza.
Un paradosso in piena transizione ecologica: mentre le imprese cercano di innovare e ridurre consumi ed emissioni, mancano tecnici, progettisti, installatori e manutentori specializzati. A questo si aggiunge il rallentamento degli investimenti green, che nel 2024 hanno coinvolto solo un’impresa veneta su quattro (25,2%).
Secondo Confartigianato Imprese Veneto, a pesare sono gli elevati costi finanziari dovuti alla stretta monetaria e la bassa efficacia del piano “Transizione 5.0”, che a metà settembre lasciava inutilizzati oltre 4,2 miliardi di euro, pari al 68% delle risorse stanziate.
“È un’occasione mancata – commenta il presidente di Confartigianato Imprese Veneto Roberto Boschetto – che deve essere recuperata con un deciso cambio di passo nelle politiche pubbliche. Il riordino degli incentivi annunciato con la prossima legge di bilancio dovrà rappresentare una vera svolta, liberando risorse inutilizzate e orientandole verso un modello capace di sostenere davvero le piccole imprese impegnate nella sostenibilità”.
Confartigianato propone un “Osservatorio regionale sulle competenze green”
Per l’associazione, la sfida passa dalle competenze. Servono figure tecniche preparate in efficienza energetica, energie rinnovabili, edilizia sostenibile, gestione dei rifiuti e digitalizzazione dei processi produttivi.
Da qui la proposta di creare un “Osservatorio regionale sulle competenze green“. Un organo capace di mettere in rete imprese, scuole e istituzioni formative per anticipare i fabbisogni del mercato e programmare percorsi formativi coerenti.
“Serve un’alleanza stabile tra scuola, formazione tecnica e mondo del lavoro – conclude Boschetto – e una riforma dell’istruzione professionale che metta l’ambiente e l’efficienza energetica al centro dei programmi, rafforzando il sistema duale e l’apprendistato”.



