Le reazioni all’ufficialità della candidatura di Alberto Stefani a presidente del Veneto. Villanova: “Veneto e Lega sono una cosa sola”. Manildo: “Candidatura nazionale scelta nei palazzi romani”
“Per me è l’onore più grande”, ha dichiarato ieri Alberto Stefani, commentando l’ufficialità della sua candidatura a presidente della Regione Veneto, in vista delle prossime elezioni in programma il 23 e 24 novembre.
Zaia, che ora augura un grande “in bocca al lupo” via social al suo possibile successore, aveva già definito Stefani come “un ragazzo in gamba”, affermando che avesse “i numeri“. E all’indomani dell’annuncio ufficiale, non sono tardate ad arrivare anche altre prime impressioni da parte della politica veneta sulla scelta del centrodestra di confermare la via indicata (a quanto pare, non così di “lesa maestà” come si temeva) anche dal presidente uscente, Luca Zaia, sostenendo Stefani.
Villanova: “Stefani il candidato giusto per continuare il governo dei veneti”
“La linea del Piave, alla fine, ha tenuto”. È il commento che arriva da Alberto Villanova, presidente dell’Intergruppo Lega – Liga Veneta in Consiglio regionale. “Veneto e Lega sono una cosa sola, indissolubile – ha proseguito Villanova -. La notizia tanto attesa ora è arrivata: sarà Alberto Stefani il candidato del centro-destra. Una candidatura che nasce dal territorio, parla al cuore dei veneti e rappresenta la continuità di un progetto politico fondato su valori autentici: autonomia, identità, orgoglio delle origini e difesa della nostra terra. Siamo prontissimi”.

“Con Alberto, il Veneto potrà continuare ad essere protagonista in Italia, senza rinunciare alla propria identità, valore che non abbandoneremo mai – ha aggiunto il presidente della Lega in Consiglio regionale -. Oggi, con lui, parte una nuova sfida per portare avanti lo straordinario lavoro di Luca Zaia, governatore che ha fatto grande il Veneto. Ora ci mettiamo pancia a terra in campagna elettorale. Insieme ai veneti, costruiremo il futuro di questa magnifica Regione”.
Manildo: “La candidatura di Stefani? Scelta dei palazzi romani”
Particolarmente polemico sulla scelta del centrodestra il candidato sfidante di centrosinistra, Giovanni Manildo. “La candidatura Stefani è una candidatura nazionale scelta nei palazzi romani con un complicato sistema di pesi e contrappesi che comprende oltre agli assessorati da cedere a FDI anche i sindaci delle città capoluogo del Veneto, un nuovo centralismo con legge elettorale ad hoc e, probabilmente, l’ipoteca sulla Lombardia”.

“Da quelle parti, evidentemente, di “prima il Veneto” è rimasto poco con la candidatura del vice segreterio di Salvini del quale conosciamo bene i rapporti con Zaia – ha continuato Manildo -. Comunque: era ora! Ho passato due mesi e mezzo in giro per il Veneto senza avversario: stava diventando surreale. Ora finalmente potremo confrontarci, e sopratutto mettere a confronto progetti, ricette, idee. Noi le nostre le abbiamo elaborate negli oltre 200 incontri già fatti nel territorio da luglio, parlando con associazioni, categorie, cittadini, famiglie”.
De Carlo (FdI): “Ci ho sperato fino all’ultimo”

“C’ho sperato fino all’ultimo forte dei nostri consensi ma soprattutto conscio della preparazione e autorevolezza della nostra classe dirigente. Sapevamo di poter contare infatti su persone serie, preparate e capaci ma i partiti guida come Fratelli d’Italia hanno la responsabilità di tenere compatte le coalizioni facendo a volte anche passi indietro a beneficio degli alleati”. Lo ha scritto su Facebook il coordinatore di Fratelli d’Italia in Veneto Luca De Carlo. “Resta l’amaro in bocca certo ma anche la consapevolezza di essere diventati punto di riferimento in Veneto. Ad Alberto Stefani il mio più grande in bocca al lupo. Saremo alleati leali e corretti come noi siamo sempre stati e sapremo dare il nostro importante contributo nei prossimi 5 anni per dare continuità al governo di centrodestra”.



