Tutto partirebbe da due fratelli, entrambi con precedenti di polizia e militanti nella frangia degli “Irriducibili” degli ultras della Lazio
È scattata nella mattina di oggi tra Cortina d’Ampezzo e Roma l’operazione “Reset”, che ha permesso di disarticolare un’organizzazione criminale che stava tentando di infiltrarsi negli appalti pubblici delle Olimpiadi Milano Cortina 2026.
Questa mattina dunque i carabinieri di Cortina d’Ampezzo, supportati da quelli dei Nuclei Investigativi di Belluno e della Capitale, hanno eseguito un’ordinanza di misure cautelari emessa dal Gip di Venezia, su richiesta di quella Dda, a carico di tre soggetti: uno è destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, uno agli arresti domiciliari e uno di obbligo di dimora a Roma. I tre sono gravemente indiziati, a vario titolo e in concorso tra loro, di estorsione aggravata dal metodo mafioso.
L’operazione è il risultato di un’indagine avviata nel giugno 2024 dall’Antimafia, che ha consentito di accertare l’attività criminale di due fratelli, entrambi con precedenti di polizia e militanti nella frangia degli “Irriducibili” degli ultras della Lazio. I due avevano rapporti con esponenti della criminalità romana, tra cui il capo ultras Fabrizio Piscitelli, meglio noto come “Diabolik”, ucciso in un agguato nell’agosto del 2019. Relazioni che venivano vantate e ostentate dai due indagati, utilizzate come monito e simbolo della propria caratura criminale.
L’antefatto e il progetto mafioso
I carabinieri hanno riferito che i due da tempo erano frequentatori di Cortina d’Ampezzo, soprattutto durante le vacanze natalizie, e che recentemente avevano iniziato a presentarsi come “boss” della “malavita romana”, allargando i propri interessi illeciti. Un metodo, questo, che è stato confermato anche dalle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia che ha confermato l’attualità dei loro interessi su Cortina D’Ampezzo.
Il progetto dei due fratelli e dei loro sodali era sviluppato per fasi: prima, l’acquisizione dell’egemonia sull’attività di spaccio di stupefacenti a Cortina d’Ampezzo, creando una propria rete di pusher, nonché minacciando e malmenando gli assuntori insolventi e gli spacciatori estranei al loro circuito. In secondo luogo, il controllo diretto e indiretto di alcuni locali pubblici che ospitano la movida ampezzana, imponendo con la minaccia e la violenza l’organizzazione di eventi e l’ingaggio di pr, dj e buttafuori compiacenti, attraverso una società di schermatura, con sede legale a Roma, di cui è amministratore il terzo soggetto destinatario dell’obbligo di dimora. Il tutto anche con l’obiettivo di favorire e monitorare lo spaccio all’interno dei locali. Infine, l’ingerenza negli eventi privati, già programmati a Cortina d’Ampezzo, in concomitanza delle prossime Olimpiadi Invernali “Milano-Cortina 2026” e il tentativo di infiltrarsi, in chiave corruttiva, negli appalti connessi con i lavori per Olimpiadi.
Aggressioni, minacce e il tentativo di corrompere l’amministrazione
Nel corso delle indagini sono emersi numerosi casi di grave entità, tra i quali vi è l’agguato ai danni di un assuntore di stupefacenti moroso, chiuso a forza nel portabagagli di un’avt e minacciato di morte, due pestaggi a danni di altrettanti dipendenti di un ristorante e di un albergo in quanto spacciatori “non autorizzati”, minacce di morte rivolte al titolare di un noto rifugio adibito a ristorante e discoteca, per l’imposizione dei propri servizi ed eventi, l’aggressione ai danni di un organizzatore di eventi trascinato in pieno inverno in un bosco, malmenato e minacciato con una pistola, affinché interrompesse ogni attività non avallata dal sodalizio e rendicontasse gli incassi.
Ma soprattutto: la tentata estorsione ai danni di un componente della giunta comunale di Cortina, al quale gli indagati si sono presentati quali “imprenditori” e persone influenti prima delle elezioni amministrative del giugno 2022, offrendo il proprio sostegno elettorale (non richiesto, né accettato) e manifestando l’intendimento di ottenere l’assegnazione di appalti per i lavori pre-olimpici. Successivamente, hanno inviato al politico, tramite un conoscente comune, un messaggio minatorio con cui reclamavano l’assegnazione di lavori.
Ora le indagini continuano: i carabinieri hanno invitato i cittadini ampezzani e chiunque fosse a conoscenza di notizie d’interesse relative alla vicenda a rivolgersi ai carabinieri o alla magistratura per riferirle.



