Ciambetti: “Bisogna fornire a ciascun territorio gli strumenti che consentano di trovare un giusto equilibrio tra la crescente domanda di affitti turistici e l’impatto che essa ha sull’aumento dei prezzi delle case”
“L’intervento con cui il Comune di Verona intende vietare nuovi affitti brevi in centro appare più come una limitazione della proprietà privata che un’azione efficace per affrontare il fenomeno e regolarne la gestione nei nostri centri storici”. E’ il pensiero del presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, che torna sul dibattito seguito all’approvazione, da parte della Giunta comunale di Verona, di una delibera con cui si vietano nuovi affitti brevi nell’area del centro storico racchiusa nelle mura magistrali.

“Il modo più proficuo di procedere, per tutte le parti in causa, non è quello di alzare muri o porre veti ma cercare di trovare un corretto bilanciamento tra le esigenze, legittime, dei singoli proprietari, quelle degli amministratori locali, quelle dei cittadini e quelle dei turisti – continua Ciambetti -. Solo se sapremo affrontare il fenomeno in modo strutturato e da molteplici angolazioni, riusciremo a porre le basi per una sua gestione equilibrata”.
Il parere sulle locazioni a breve termine nel Comitato Europeo delle Regioni
Ciambetti, che è membro del Comitato Europeo delle Regioni, nel primo trimestre del 2023 aveva discusso e approvato con una larghissima maggioranza un parere di cui era stato relatore (“Locazione di alloggi a breve termine: bilanciare le esigenze delle comunità locali, degli imprenditori e dei viaggiatori”). L’iter che aveva portato alla preparazione e all’approvazione finale era stato articolato e complesso, frutto di un lavoro pluriennale, “nel corso del quale il confronto con i diversi stakeholder è stato cruciale e determinante, sia in termini di contenuti che in termini procedurali”, ricorda il presidente del Consiglio veneto.
“L’approvazione va nella direzione di quello che sostengo da tempo – prosegue Ciambetti –: l’obiettivo è quello di regolamentare l’attività di affitto breve, senza trascurare l’importanza del reddito complementare generato da questa attività, tenendo sempre conto degli interessi pubblici e degli interessi degli altri tour operator. L’idea è quella di fornire a ciascun territorio gli strumenti che consentano di trovare un giusto equilibrio tra la crescente domanda di affitti turistici e l’impatto che essa ha sull’aumento dei prezzi delle case“.
“C’è ovviamente la consapevolezza che gli affitti a breve termine hanno un impatto positivo sulle PMI e sulle economie locali, in particolare nelle zone rurali, ma non si vuole di certo nascondere l’impatto che essi hanno sull’accesso dei residenti all’alloggio. Il modo più sensato di procedere non è ponendo veti ma componendo le esigenze di tutti”, sostiene Ciambetti, che in conclusione annuncia la prossima pubblicazione di un volume, “scritto proprio a seguito dell’approvazione del mio parere in seno al Comitato delle Regioni: pagine corredate da studi, dati e interviste che dimostrano come una soluzione vincente per tutti sia possibile”.



