Mestre affronta una situazione complessa per molti proprietari di casa. Questi si rivolgono ad Adico a causa di alloggi malconci o devastati, affitti non pagati e spese condominiali insolute stanno diventando sempre più frequenti.
Da una parte, la vita degli inquilini può essere complicata, soprattutto sul fronte dei pagamenti. Dall’altra, chi affitta si trova spesso a gestire una quotidianità difficile, tra locatari poco rispettosi delle norme civili.
In questo contesto, molti piccoli proprietari mestrini si rivolgono all’Adico (Associazione difesa consumatori) per ricevere assistenza. Sono cittadini che, con grandi sacrifici, hanno acquistato una seconda casa per ottenere una piccola rendita, spesso gravata da imposte e spese.
Il problema più urgente riguarda i mancati pagamenti degli affitti. A questo si lega la questione degli sfratti, con tempi che possono variare da pochi mesi fino a oltre un anno. Ogni procedura prevede più fasi: notifica dello sfratto, udienza, termini per opposizione e rilascio, esecuzione forzata. L’opposizione dell’inquilino può ulteriormente allungare i tempi.
Negli ultimi mesi, inoltre, sono cresciute le richieste di assistenza per danni provocati dagli inquilini. “Di recente abbiamo ricevuto una coppia mestrina disperata – racconta il presidente Adico Carlo Garofolini – che non è in grado di liberare l’appartamento dagli inquilini, pur essendo terminata la locazione. Volevano addirittura cambiare la serratura di casa ma non si può assolutamente fare. È incredibile anche che non si possano trattenere i tre mesi di cauzione iniziale per mancati pagamenti dei canoni, perché quelle somme servono solo per gli eventuali danni“.
Per affrontare queste situazioni, è fondamentale seguire alcuni passaggi. Prima di tutto occorre documentare i danni con foto e video. Successivamente è utile rivolgersi a un perito per stimare l’entità del danno e predisporre una diffida all’inquilino. Se non si ottiene risposta, l’azione civile può recuperare i costi delle riparazioni e il mancato guadagno dell’immobile. In casi gravi, si valuta anche l’azione penale.
Secondo Garofolini, la strategia migliore include un approccio pratico durante il rilascio dell’abitazione. “Il nostro suggerimento è quello di presentarsi al momento del rilascio dell’abitazione assieme all’ex inquilino – prosegue il presidente – possibilmente con un modulo/verbale già predisposto da un avvocato che venga compilato in loco”.
“Da noi non si rivolgono i grandi proprietari, quelli con più abitazioni in affitto, ma semplici cittadini che hanno una seconda casa e che puntano su quel canone per far quadrare i conti. Sono tante e già gravate dalle tante spese imposte dallo Stato. È nostro compito tutelare pure loro anche perché sono spesso indifesi di fronte a una normativa che pare tutelare molto di più l’inquilino rispetto al proprietario”, conclude Garofolini.



