Approvato dalla Giunta regionale del Veneto l’atto di programmazione per gli interventi e i servizi sociali di contrasto alla povertà e per il reddito di inclusione attiva
È stato approvato in questi giorni dalla Giunta regionale del Veneto, l’Atto di programmazione regionale per gli interventi e i servizi sociali di contrasto alla povertà. Con un ulteriore provvedimento è stato inoltre confermato per il 2026 lo stanziamento di 6 milioni di euro per finanziare il Reddito di Inclusione Attiva (R.I.A.), nelle sue diverse articolazioni (R.I.A. di Sostegno, R.I.A. di Inserimento, Sostegno all’Abitare – So.A. – e interventi di contrasto alla povertà minorile), giunto alla dodicesima edizione e realizzato attraverso gli Ambiti Territoriali Sociali (ATS).
“Il nuovo atto di programmazione è lo strumento di riferimento attraverso cui vengono delineate in modo organico e sistemico le azioni da intraprendere per fronteggiare le molteplici manifestazioni della povertà – spiega l’assessore alla Sanità e al Sociale, Manuela Lanzarin –. L’obiettivo è che, oltre al tema del reddito, vengano presi in considerazione altri fattori quali la casa, le cure sanitarie, l’educazione e le relazioni. La povertà non è solo una questione economica, ma una condizione complessa che richiede risposte articolate, in grado di garantire una presa in carico completa delle persone e sostenerle nei momenti di difficoltà, per favorire, laddove possibile, il recupero dell’autonomia”.
“Gli obiettivi prioritari dell’intervento regionale sono la promozione dell’inclusione sociale e lavorativa, il miglioramento delle condizioni di vita delle persone in situazione di vulnerabilità e la riduzione delle forme di marginalità – continua Lanzarin –, secondo un approccio integrato e multidimensionale coerente con le leggi in vigore, il Piano Nazionale degli Interventi e Servizi Sociali (PNISS) 2024-2026 e, a livello europeo, con l’Agenda 2030 e il Pilastro europeo dei diritti sociali”.
Gli altri progetti
Il provvedimento si inserisce nel più ampio percorso di rafforzamento degli Ambiti Territoriali Sociali, avviato nell’area della povertà e oggi esteso all’intero sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali. Accanto a R.I.A. e So.A., negli anni scorsi sono stati sviluppati e messi in rete anche altri progetti significativi come il trasporto sociale STACCO, interventi per la grave marginalità (Navigare, Avviso 4), il Numero Verde antitratta, e iniziative innovative come Common Ground, che hanno dato vita, in collaborazione con gli enti del Terzo settore e gli ATS, a una vera e propria filiera di interventi capaci di affrontare la povertà nella sua multidimensionalità.
Il documento è il risultato di un ampio confronto con una pluralità di soggetti istituzionali e del Terzo Settore: Veneto Lavoro, le aziende ULSS, gli Ambiti Territoriali Sociali, la cooperazione sociale, l’Alleanza contro la povertà, i Centri di Servizio per il Volontariato, ANCI Veneto e gli Empori. “A tutte le realtà che hanno collaborato esprimo gratitudine – sottolinea l’assessore –: la nuova programmazione è l’espressione di un forte lavoro di integrazione e collaborazione tra le diverse componenti della società veneta, che ha già permesso al Veneto di distinguersi con ottimi risultati nella precedente programmazione, in particolare nelle progettualità di integrazione al reddito e sostegno all’inserimento lavorativo”.



