La coalizione civica di Treviso chiede al sindaco Conte di intervenire con Governo e Parlamento, esponendosi per il riconoscimento dello Stato palestinese da parte dell’Italia
Il sindaco di Treviso Mario Conte, in qualità di presidente di Anci Veneto, è tra i promotori dell’iniziativa “Sindaci per la pace a Vicenza”, che si svolgerà nella città berica venerdì prossimo. Un’iniziativa che ha subito fatto notare come il sindaco “pacifista” non abbia fornito nessuna risposta riguardo il massacro in atto a Gaza.
“L’iniziativa – commenta in una nota Luigi Calesso di coalizione civica Treviso – è sicuramente apprezzabile ma non può farmi dimenticare che in queste settimane su quella che oggi è la questione centrale della ‘pace’, il genocidio in atto nella striscia di Gaza, il sindaco di Treviso è sempre stato in silenzio e ha negato risposta a chi lo ha interpellato con proposte e richieste di intervento“.
La coalizione civica dunque, accusa il sindaco di non ha dato risposta alla richiesta avanzata da Adl Cobas, dal centro sociale Django, dalla coalizione civica per Treviso, dal coordinamento studenti medi e Mani Tese Veneto di intervenire su Farmacia Trevigiana SpA per la sospensione della vendita di farmaci prodotti da aziende israeliane che sostengono l’azione militare contro i civili palestinesi a Gaza.
“Lo ha fatto già mesi fa, ad esempio, l’amministrazione comunale di Sesto Fiorentino – speiga Calesso – che già a fine agosto ha verificato come tale sospensione non abbia nuociuto né alla salute dei residenti né al bilancio economico delle farmacie comunali”.
Ancora, secondo quando riportato dall’associazione, il sindaco Conte non avrebbe risposto alla petizione sottoscritta da oltre 600 cittadini che hanno chiesto all’amministrazione comunale di impegnarsi a non stringere accordi di alcun tipo con il governo Netanyahu.
“A che cosa serve approvare la partecipazione del Comune di Treviso alla ‘Marcia della pace Perugia-Assisi‘ – insiste Calesso – se poi non si risponde ai cittadini che chiedono, qui e ora, interventi rispetto a quello che accade quotidianamente sotto i nostri occhi nella striscia e in Cisgiordania e si configura come una violazione sistematica dei diritti umani, quella che il presidente Mattarella ha definito ‘disumana, ostinata condizione di Gaza’”.
La proposta della coalizione civica di Treviso “perché il sindaco abbia più agevolmente la possibilità di trasformare le parole in atti”, è quella che Conte porti all’approvazione del prossimo consiglio comunale “una mozione con cui l’amministrazione cittadina di Treviso chiede al Parlamento e al Governo che l’Italia riconosca lo Stato di Palestina nel più breve tempo possibile”.
Proprio in queste ore ai 147 Paesi (su 193 membri dell’ONU) che già riconoscono lo Stato di Palestina si aggiungeranno Francia, Regno Unito, Andorra, Belgio, Lussemburgo, Portogallo, Malta, San Marino, Australia e Canada. Questo a conferma dell’importanza del riconoscimento, in quanto affermerebbe il diritto all’autodeterminazione dei palestinesi e, di conseguenza, negherebbe a Israele le proprie azioni militari. Dal governo italiano, al contrario, non arriva alcuna determinazione verso il riconoscimento.
“Con l’approvazione di una mozione di questo tenore l’amministrazione cittadina darebbe adeguata rappresentanza ai numerosissimi trevigiani che, alcuni da anni, altri da mesi, altri ancora nelle ultime settimane, sono impegnati contro il massacro in atto a Gaza, con i presidi settimanali, con i cortei e le fiaccolate”, conclude Calesso.



