Il consigliere regionale Andrea Zanoni (Avs) commenta la notizia della firma del decreto per la data delle elezioni regionali in Veneto
“Parte il conto alla rovescia per la conclusione del lungo ‘sultanato’ del presidente Zaia, meno 66 giorni”, afferma in una nota il consigliere regionale del Veneto di Alleanza Verdi Sinistra Andrea Zanoni, commentando la notizia dalla firma del decreto che prevede le elezioni regionali in Veneto per domenica 23 e lunedì 24 novembre.
“Con la firma del decreto per l’indizione delle elezioni del 23 novembre si chiude un’era politica che ha segnato profondamente la nostra regione, specialmente per chi ha a cuore l’ambiente, il paesaggio e la fauna selvatica – prosegue il consigliere -. Per me e per milioni di cittadini, Zaia sarà ricordato come l’Attila della natura, l’uomo che ha promulgato leggi tra le più nefaste dal punto di vista degli effetti sull’ambiente”.
“Le politiche di questa e delle Giunte a guida Zaia – prosegue Zanoni – hanno rappresentato un attacco sistematico al territorio veneto”. In particolare, il consigliere cita nella sua nota la legge sulle case panoramiche in alta montagna, il Piano Casa, che ha incentivato il consumo di suolo a livelli record, e le tante leggi sulla caccia che hanno consentito ai cacciatori di agire a briglia sciolta.
Ancora “penso alle cacce in deroga, che hanno portato a una procedura d’infrazione europea, al massacro di milioni di uccelli migratori protetti, come il Fringuello e la Pispola – prosegue il consigliere -, alla possibilità per i fuoristrada dei cacciatori di percorrere sentieri vietati a tutti gli altri, alla legge sanatoria sui richiami vivi per la caccia e ai calendari venatori, che hanno consentito autentiche carneficine”.
“E ancora – insiste Zanoni -, al piano faunistico, che ha ridotto le aree protette, e alla legge che sanzionava chi ‘disturbava’ i cacciatori, poi bloccata dalla Corte costituzionale dopo una nostra battaglia. L’uso spropositato di pesticidi ha reso il Veneto un triste primatista, con conseguenze devastanti per la salute e la biodiversità”.
“Anche sulle cave – continua il consigliere di Alleanza Verdi Sinistra – la legge regionale e il piano che ne è scaturito hanno rimosso i limiti di escavazione per ogni singolo comune e cancellato i controlli provinciali. Per non parlare delle grandi opere, come la Pedemontana, che ha cancellato 850 ettari di fertili terreni agricoli, o il progetto della Treviso Mare, storicamente gratuita e che diventerà a pagamento, o le casse di Ciano sul Piave, che cancelleranno un’intera area della Rete Natura 2000“.
La legge peggiore, secondo quanto riporta Zanoni “resterà quella sulla riduzione del consumo di suolo, una legge che contiene regimi di deroga talmente ampi che, da quando è in vigore, ha ottenuto l’effetto contrario, con un costante aumento della cementificazione in Veneto. Infine, l’adozione del Disegno di legge di autorizzazione all’esercizio provvisorio nasconde, dietro la maschera di un atto di cortesia e di responsabilità verso la futura Giunta regionale, tutti i limiti di una gestione monarchica e centralizzata delle decisioni politiche“.
“Chi ama il Veneto non ne sentirà la mancanza, ma proverà un senso di sollievo. Il 23 novembre sarà la data che darà l’opportunità per voltare pagina e costruire un futuro diverso, dove la tutela dell’ambiente e la salute dei cittadini siano finalmente al centro dell’azione politica”, conclude Zanoni.



