L’inaugurazione del parco della Giare a Mira è “un esempio concreto di come la Legge speciale per Venezia sia strumento per lo sviluppo sostenibile del Veneto”
Inaugurato oggi il parco della Giare a Mira, della cui riqualificazione e sistemazione idraulica si è occupato il Consorzio Acque Risorgive, che ha eseguito in qualità di soggetto attuatore importanti lavori di sistemazione idraulica, rinaturalizzazione e riqualificazione paesaggistica.
Presente all’inaugurazione l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Energia e Legge speciale per Venezia del Veneto Roberto Marcato. All’evento hanno partecipato anche il sindaco di Mira Marco Dori, il presidente di Acque Risorgive Federico Zanchin col direttore Carlo Bendoricchio, il presidente di Anbi Veneto Alex Vantini, la funzionaria della Soprintendenza per la Città metropolitana di Venezia Cecilia Rossi.
“Oggi questo intervento è frutto di una scelta, quella della Regione che con un’analisi puntuale delle necessità del territorio riesce a liberare risorse strategiche per il bacino scolante in Laguna – ha dichiarato l’assessore Marcato -. I 2,7 milioni di euro di fondi regionali utilizzati per quest’opera investono tre aspetti cruciali: la tutela della laguna attraverso il miglioramento della qualità delle acque, la valorizzazione paesaggistica ed ecologica e la restituzione ai cittadini di spazi fruibili e didattici”.
Il progetto strategico è stato finanziato grazie ai fondi messi a disposizione dalla Regione del Veneto nell’ambito della Legge speciale per la salvaguardia di Venezia e della sua Laguna. Il progetto si inserisce nelle linee di intervento previste dal “Piano Direttore 2000”, strumento di riferimento per la prevenzione dell’inquinamento e il risanamento delle acque della laguna.
“Si tratta inoltre – ha spiegato Marcato – di un tassello attuativo del protocollo d’intesa tra Regione del Veneto, Comune di Mira e Consorzio di Bonifica Acque Risorgive”. L’accordo punta a garantire tre obiettivi fondamentali: la sistemazione idraulica della porzione meridionale del territorio mirese; la riqualificazione paesaggistica di un’area particolarmente sensibile; il disinquinamento delle acque che recapitano direttamente in Laguna di Venezia.
L’area interessata, pari a circa dieci ettari, è stata oggetto di un insieme coordinato di interventi a carattere ambientale, idraulico, ecologico e sociale. Attraverso opere di rinaturalizzazione e fitodepurazione si stima un abbattimento annuo di circa 1,4 tonnellate di azoto totale e 130 chilogrammi di fosforo, nutrienti responsabili di fenomeni di eutrofizzazione delle acque lagunari.
Inoltre, la realizzazione di bacini e canali rinaturalizzati consente il naturale filtraggio delle acque, rafforzando il processo di depurazione biologica. Infine, la piantumazione di specie arboree autoctone e la ricostruzione di habitat naturali incrementano la biodiversità e migliorano la fruibilità visiva e ambientale dell’area.
“L’intervento – ha aggiunto l’assessore – non si limita alla funzione tecnica, ma restituisce ai cittadini un nuovo spazio ricreativo e un laboratorio naturale per attività educative, in grado di avvicinare la comunità al tema della tutela ambientale. Peraltro, durante le fasi di cantiere è emerso un sito archeologico di eccezionale rilevanza, databile all’Età del Bronzo (XIII–XII secolo a.C.)”.
“Continueremo con determinazione a destinare risorse e progettualità a favore di Venezia e della sua Laguna, perché difendere questo patrimonio unico al mondo significa difendere anche il Veneto e la sua identità”, ha concluso Marcato.


