Il presidente del consiglio regionale del Veneto Roberto Ciambetti ha presentato le attività del “Tavolo della disabilità nazionale”
Oggi, a palazzo Ferro Fini a Venezia, si è svolta la conferenza stampa per la presentazione delle attività del “Tavolo della disabilità nazionale”. Il presidente Ciambetti ha aperto la conferenza riportando i dati del consiglio europeo, secondo i quali, il numero di persone con disabilità in Italia è pari al 20%.
“Che si debba fare riferimento al consiglio europeo e non a statistiche diffuse da enti italiani come fonte attendibile da cui attingere i dati – ha esordito il presidente – è significativo della superficialità con cui si studia e si analizza il fenomeno della disabilità nel nostro paese”.
Le fonti italiane, secondo quanto riportato durante le conferenza, delineano un “surreale balletto di cifre che va dai 3 milioni ai 13, passando per i 4,5 milioni e i 7 milioni”. Oggi però, l’Italia si trova di fronte ad un momento cruciale da un punto di vista legislativo, con una profonda rivoluzione normativa in atto.
L’obiettivo è quello di assicurare alla persona il riconoscimento della propria condizione di disabilità. “Lo strumento per concretizzare questa rivoluzione – ha spiegato Ciambetti – è rappresentato dal Decreto legislativo n. 62/2024 in materia di disabilità che attua la riforma Pnrr, secondo quanto previsto dalla Missione 5, ‘Inclusione e Coesione'”.
Tra le principali misure, il provvedimento introduce una nuova definizione di disabilità. Nel suo saggio Sulla lingua in generale e sulla lingua dell’uomo del 1916, Walter Benjamin sottolineava l’importanza di dare un nome alle cose. L’autore, definiva poi la facoltà di nominare le cose come la condizione necessaria che consente di dare un volto e, nel tempo, un contenuto alle cose.
Tale facoltà di nominare dunque, consente non solo di riconoscere le cose, ma anche di parlarne. “Ben si comprende allora la portata di questo cambiamento – ha proseguito il presidente – perché il decreto sostituisce i termini come handicap e invalidità con il termine persona con disabilità, abbandonando la precedente terminologia obsoleta e potenzialmente discriminatoria”.
In linea con la Convenzione ONU del 2006, questa nuova definizione evidenzia l’importanza di considerare la disabilità come il risultato dell’interazione tra la persona e il suo ambiente, e non come una caratteristica intrinseca dell’individuo. Un cambio di prospettiva che smette di considerare la persona con disabilità come individuo isolato, ponendolo al contrario in una dimensione relazionale con l’altro e la società.
Inoltre, la normativa introduce il concetto di “Progetto di vita individuale” finalizzato a realizzare gli obiettivi della persona con disabilità per migliorare le condizioni personali e di salute nei diversi ambiti di vita. In tal modo si potrà facilitare “l’inclusione sociale e la partecipazione nei diversi contesti – ha affermato il presidente -, su base di uguaglianza con gli altri e promuovendo così l’autonomia dell’individuo e la sua partecipazione attiva nella società”.
Per garantire parità di condizioni ed esperienze, negli ultimi anni, le famiglie e il Terzo settore hanno fatto molto. “La Regione del Veneto in questo senso ha saputo nel tempo costruire un modello avanzato di servizi innovativi e sperimentali, sviluppando reti, percorsi per l’occupabilità e progettualità specifiche”. ha aggiunto il presidente.
Nonostante questo, “è pur vero che le istituzioni devono farsi carico degli individui con disabilità, non relegandoli ai margini ma garantendo loro una condizione di vita dignitosa e ispirata ai principi dell’uguaglianza”. La società del futuro si prospetta diversa da quella attuale a causa della denatalità, dell’invecchiamento e delle patologie degenerative, imponendo “un cambio di passo che è indice di civiltà, lo stesso dobbiamo fare nei confronti del tema della disabilità”.
“In una Regione che ha fatto dell’integrazione sociosanitaria uno dei suoi tratti distintivi, possiamo e dobbiamo fare di più, investendo in educazione, programmazione e coprogettazione, con cittadini, enti, Terzo settore e associazioni chiamati ad impegnarsi insieme per garantire alle persone disabili la vita che meritano”, ha concluso Ciambetti.



