Pozzobon, ricercatore del dipartimento di Geoscienze dell’ateneo patavino, era partito lo scorso 26 agosto per l’Alaska insieme ad altri scienziati per studiare uno dei campi di ghiaccio più estesi al mondo
È scomparso in Alaska, durante una missione, scivolando in un corso d’acqua e venendo inghiottito da quello stesso ghiacciaio che avrebbe dovuto studiare, insieme ad altri due colleghi, nel corso della missione: nonostante i soccorsi immediati, Riccardo Pozzobon, 40 anni, geologo planetario dell’Università degli Studi di Padova, non ce l’ha fatta.
Pozzobon, ricercatore del dipartimento di Geoscienze dell’ateneo patavino, era partito lo scorso 26 agosto per l’Alaska insieme ad altri scienziati per partecipare al progetto Gemini, finanziato dal National Geographic Grant Program. L’obiettivo della missione era studiare le fratture dei ghiacciai dell’icefield di Juneau, tra i più estesi al mondo, per riuscire così a comprendere meglio anche i satelliti ghiacciati, come Ganimede o Encelado, che orbitano rispettivamente intorno a Giove e Saturno.
“Siamo tutti senza parole, affranti – ha affermato la rettrice dell’Università di Padova, Daniela Mapelli -. L’intera comunità che forma l’ateneo patavino piange la scomparsa del nostro ricercatore Riccardo Pozzobon. La morte lo ha colto mentre lavorava per il suo ateneo, mentre si cimentava in una delle sue passioni, analizzando i ghiacciai dell’Alaska all’interno di un progetto internazionale importante”.
“Il dolore e il senso di ingiustizia, impotenza di fronte a questa morte così prematura si accompagnano alla volontà, già da ora, di ricordare Riccardo – ha aggiunto Mapelli -. L’Università si stringe attorno alla compagna, al giovane figlio, ai genitori, alla sorella, alle amiche e agli amici del nostro ricercatore”.



