L’incidente mortale di è verificato a Lancenigo di Villorba, nel Trevigiano. Il 18enne, senza patente, avrebbe preso l’auto di famiglia a insaputa della madre.
La vittima, ciclista 71enne, è Diego Lapaine, ex vicepreside dell’itis di Treviso e docente al liceo Da Vinci. L’uomo stava percorrendo via Trento in sella alla sua bici quando una Fiat 500 rossa, arrivata dalla corsia opposta, lo ha centrato in pieno.
Il corpo di Lapaine è stato scaraventato oltre la recinzione del giardino di un’abitazione privata lungo la strada. I tentativi di rianimazione di alcuni passanti e del personale sanitario del Suem si sono rivelati inutili: la vittima è morta sul colpo.
Sul luogo dell’incidente sono intervenuti polizia locale e carabinieri, che hanno bloccato il traffico per i rilievi mentre la Procura di Treviso ha aperto un fascicolo per omicidio stradale. Il giovane, in stato di choc ma rimasto sul posto, dovrà rispondere anche di guida senza patente e di altre violazioni del codice della strada.
Zaia: “È fondamentale continuare a investire rispetto alla cultura della sicurezza stradale”
Nel corso della conferenza stampa di oggi a Venezia, il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, l’indomani dell’incidente avvenuto a Villorba, ha ricordato l’importanze della cultura della sicurezza stradale.
“Partirei dal presupposto che non sono le strade pericolose, ma siamo noi umani che le rendiamo pericolose e penso che sia evidente – ha commentato Zaia -. Quando vedi che il 46% degli incidenti avviene per fuoriuscita di strada in solitaria in rettilineo capisci che qualcosa non funziona: la distrazione, l’eccesso di velocità , l’uso del telefonino, che è una componente non irrilevante oggi per la sicurezza stradale, e molto altra ancora”.
Il presidente ha aggiunto: “Treviso aveva un triste primato quando io arrivai alla presidenza della provincia: aveva 210 morti all’anno, dei quali quasi la metà con meno di 30 anni. Oggi penso che Treviso sia una delle ultime province d’Italia per il numero di morti, 40-50 all’anno, che sono sempre tanti, ma siamo partiti dal 210″.
Zaia, pur non volendo entrare nel merito del caso di ieri a Treviso, ha ricordato l’importanza di aver puntato sulle rotatorie, ma non solo: “Io tornerei a fare gli spot drammatici e scioccanti che facevamo in quegli anni, dove mostravamo l’esito degli incidenti stradali, come anche l’iniziativa delle auto incidentate fuori dai locali. Però bisogna investire tantissimo sul tema della cultura della sicurezza stradale: ho l’impressione che sia un fatto anche molto culturale“, ha concluso Zaia.
Marcon: “Una doppia tragedia. Intensificare la formazione per fermare le stragi“
“Non ci sono parole per quanto accaduto ieri, una doppia tragedia, che evidenzia quanto sia fondamentale creare occasioni di contatto con i giovani e sensibilizzazione sul tema della guida sicura”, sottolinea Stefano Marcon, presidente della Provincia di Treviso.
“Esprimo profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia del professor Lapaine, in pensione, che ha perso la vita così tragicamente – aggiunge il presidente -. Non posso che provare dolore per quanto accaduto anche per il ragazzo e per i suoi famigliari, che dovranno affrontare un percorso complesso per il dramma provocato a causa di un comportamento irresponsabile”.
“Come Provincia, da oltre vent’anni continuiamo a implementare e a intensificare le opportunità di sensibilizzazione e formazione sul tema della guida sicura, per giovani e cittadini di tutte le età : aumentare la consapevolezza è fondamentale per fermare le stragi”, conclude Marcon.
Razzolini (Fd’I): “Servono ulteriori sforzi per mettere al centro i giovani e la sicurezza stradale“
“I tragici decessi sulle nostre strade, ultimo dei quali quello di Lancenigo di Villorba, che ha causato la morte dell’ex professore Diego Lapaine, devono spingerci ad andare oltre i progetti già avviati, per rafforzare ancor di più, il rapporto con i giovani attraverso prevenzione e sicurezza stradale”, dichiara il consigliere regionale Tommaso Razzolini (Fratelli d’Italia).
“Il nostro compito, come amministratori e politici, è intensificare ulteriormente gli sforzi – prosegue il consigliere -. Serve rafforzare il rapporto con i giovani, non solo attraverso progetti sui banchi di scuola, ma anche con percorsi pratici, articolati su più giornate, nelle piste di guida sicura: occasioni per mostrare concretamente, sul campo, come si guida uno scooter, come si affrontano i dossi, cosa accade se si corre troppo o non si frena in tempo e, soprattutto, cosa non va mai fatto sulla strada”.
“Questa tragedia deve spingerci tutti ad una riflessione complessiva, dopo aver rivolto un sentito cordoglio alla famiglia dell’ex professore e vicepreside Lapaine”, conclude Razzolini.Â



