L’incantevole Fanelli come conduttrice e madrina della Mostra del Cinema, la pellicola di Sorrentino “La grazia” accende ufficialmente i grandi schermi di Venezia
Ha preso il via ieri sera, dalla Sala Grande del Palazzo del Cinema del Lido di Venezia, come è ormai tradizione, l’82^ Mostra Internazionale del Cinema. A fare gli onori di casa, è stato il presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, insieme al direttore della Mostra Alberto Barbera. In platea il sindaco del Comune di Venezia, Luigi Brugnaro, era a fianco al ministro della Cultura, Alessandro Giuli, e al presidente della Regione Veneto, Luca Zaia.


“La nostra città si apre ancora una volta al mondo, parlando il linguaggio universale del cinema – ha affermato Brugnaro -: uno strumento potente di dialogo, riflessione e condivisione sui grandi temi del presente. In un momento così delicato per lo scenario internazionale, la cultura (in tutte le sue forme) resta il veicolo più autentico di pace“.
La serata d’apertura: musica, glamour e il grande cinema come protagonista
Fuori dal Palazzo del Cinema, già dal pomeriggio, obiettivi, riflettori e curiosità erano puntati sulle prime passerelle: vicino al consueto tappeto rosso, una vera e propria caccia a foto e autografi degli ospiti internazionali più attesi.




Ad aprire il sipario però è stata l’attrice Emanuela Fanelli, conduttrice (e non più soltanto madrina) dell’edizione numero 82 di questa Mostra del Cinema, che ha raccontato il cinema come flusso costante di emozioni: le proprie e degli altri, che facciamo nostre.
Il Leone d’oro alla carriera di Werner Herzog
Ed è stata sempre Emanuela Fanelli anche ad accogliere il maestro del cinema tedesco Werner Herzog, Leone d’oro alla carriera, in laguna anche con il suo documentario “Ghost Elephants”. A fare la laudatio per il suo riconoscimento, invece, è salito sul palco un altro maestro del cinema, Francis Ford Coppola.

La decisione di attribuire il prestigioso riconoscimento a Werner Herzog è stata presa dal Cda della Biennale, che ha fatto propria la proposta del Direttore artistico della Mostra, Alberto Barbera.
“La carriera di Herzog è insieme affascinante e pericolosa, perché consiste in un coinvolgimento totale, nella messa in gioco di sé fino al limite del rischio fisico, dove la catastrofe è costantemente in agguato – ha spiegato Barbera, commentando la scelta del maestro tedesco -. Geniale narratore di storie insolite, Herzog è anche l’ultimo erede della grande tradizione del romanticismo tedesco, un umanista visionario, un perlustratore instancabile votato a un nomadismo perpetuo, alla ricerca (com’ebbe a dire) «di un luogo dignitoso e conveniente per l’uomo, un luogo che è talvolta un Paesaggio dell’Anima»”.
Werner Herzog, dal suo canto, nell’accettare il Leone d’oro alla carriera ha dichiarato: “Sono profondamente onorato di ricevere il Leone d’oro alla carriera dalla Biennale di Venezia. Ho sempre cercato di essere un buon soldato del Cinema e questa mi sembra una medaglia per il mio lavoro. Grazie”.
“Tuttavia non mi sono ancora ritirato – ha aggiunto il regista -. Lavoro come sempre. Qualche settimana fa ho terminato un documentario in Africa, “Ghost Elephants”, e in questo momento sto girando il mio prossimo lungometraggio, Bucking Fastard, in Irlanda. Sto realizzando un film d’animazione basato sul mio romanzo The Twilight World, e interpreterò la voce di un personaggio nel prossimo film d’animazione di Bong Joon-ho. Non sono ancora finito”.
Luci spente, schermo acceso: va in scena “La grazia” di Sorrentino
In chiusura di presentazione, un omaggio ad Andrea Camilleri e la lettera di saluto del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Poi le luci si sono spente e il cinema si è acceso: sul grande schermo è andato in scena “La grazia” di Paolo Sorrentino, uno dei cinque film italiani in concorso quest’anno.

Oltre all’opera del regista napoletano, per l’Italia sono in concorso infatti: “Duse” di Pietro Marcello, con Valeria Bruni Tedeschi nel ruolo della grande attrice; “Sotto le nuvole”, documentario su Napoli di Gianfranco Rosi; “Un film fatto per bene” di Franco Maresco ed “Elisa” di Leonardo di Costanzo.
Le prossime emozioni: Julia Roberts con Guadagnino e l’attesa pellicola dedicata a Gaza
Luca Guadagnino, fuori concorso, presenterà il suo “After the Hunt”, portando per la prima volta alla Mostra Julia Roberts. Certamente atteso il film in concorso “The voice of Hind Rajab” della regista tunisina Kaouther Ben Hania: la pellicola racconta la telefonata alla Mezzaluna Rossa di una bambina di 6 anni intrappolata in un’auto sotto il fuoco di una sparatoria a Gaza.
I riflettori dell’82^ Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica resteranno accesi sul Lido di Venezia fino a sabato 6 settembre, ma intanto il primo passo è stato fatto. Non resta che chiudere con le stesse parole pronunciate dal sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro: “Benvenuti a Venezia a tutti gli ospiti e grazie a chi lavora ogni giorno per rendere possibile questo straordinario evento”.


