Le conseguenze della forte pioggia caduta stamattina riportano alla memoria il 26 settembre di 18 anni fa quando Mestre fu colpita da una devastante alluvione
Nonostante negli ultimi anni siano stati effettuati numerosi studi sulle criticità del territorio metropolitano e stanziati milioni di euro per i consorzi di bonifica, la “lezione di 18 anni fa evidentemente non è stata imparata”.
“È bastata una pioggia la cui eccezionalità è tutta da dimostrare e Mestre è andata a fondo, proprio come 18 anni prima. Una situazione vergognosa e surreale”, afferma Carlo Garofolini, presidente dell’Adico, commentando quanto accaduto in città stamattina dopo l’acquazzone che si è abbattuto sia a Mestre che nell’intera provincia.
“Ci chiediamo cosa sia stato fatto in questi lustri per migliorare la situazione – prosegue Garofolini -. Quali lavori. E che responsabilità abbia il consorzio di bonifica riguardo ciò che è accaduto oggi. Perché se ha palesi responsabilità pensiamo che non sia giusto che i cittadini lo paghino e che, anzi, debbano essere rimborsati per i pagamenti passati. Anche perchè, come dimostrano alcune nostre indagini, il contributo a Acque Risorgive è fra quelli meno compresi dai cittadini e infatti è fra le ‘imposte’ più evase”.
Senza infierire sulle responsabilità dell’amministrazione, attuali e passate, Adico comunque chiede risposte. “Come vengono fatti gli interventi di manutenzione degli scoli, la pulizia di tombini, la dragatura e lo sfalcio dei canali, dei fossati – incalza Garofolini –? Insomma, i soldi dei contribuenti vengono utilizzati per proteggere il territorio? Perché da quello che si è visto oggi, non sembra proprio. E temiamo che neanche questa lezione servirà per evitare eventi analoghi alla prossima occasione”.
Il presidente conclude ribadendo che Adico sarà dalla parte dei cittadini per i rimborsi, “per i quali già sappiamo cosa succederà: tante assicurazioni negheranno i risarcimenti, con le varie e note motivazioni”.



