Il presidente di Venice Port Community chiede un fronte unito per il riconoscimento dell’autonomia, a beneficio dell’economia portuale e della residenzialità
Lo Statuto speciale per Venezia potrebbe rappresentare un volano per la crescita dell’economia portuale, dell’indotto e del tessuto imprenditoriale locale, oltre a portare nuova linfa vitale a una città che da anni registra un calo costante di residenti. Ne è convinto Davide Calderan, presidente di Venice Port Community (VPC), che oggi è intervenuto nel dibattito aperto in questi giorni.
“La politica – ha dichiarato – si sta assestando lungo un assist bipartisan per consentire a Venezia di raggiungere quel grado di autonomia che renderebbe benefici diretti sia alla città, che a tutto il territorio che gravita attorno, compreso il porto. Sta anche a noi imprenditori, linfa economica per la vitalità di Venezia, dire la nostra, schierandoci apertamente dalla parte dell’autonomia”.
Calderan sottolinea che è tempo di un cambio di passo: “Ben venga la Legge Speciale, ben vengano i finanziamenti dallo Stato centrale, sono necessari per proseguire la salvaguardia della città e la sua socio-economia. Ma sono passati 50 anni dal 1973 e le cose si devono adattare ai tempi. Serve un riconoscimento ‘speciale’, come probabilmente avverrà per Roma”.
VPC si dice pronta a sostenere la proposta: “Se serve un fronte unito, noi ci siamo. Venezia è un unicum a livello mondiale, una città che vive in simbiosi con l’acqua, collegamento naturale con la terraferma fin dai tempi della Serenissima. Ci sono esigenze speciali che vanno sostenute. L’economia portuale è l’unica alternativa credibile alla dipendenza dal turismo, con benefici per città, provincia, Regione e Paese”.
Per Calderan, è necessario superare divisioni e campanilismi: “Il mondo dell’impresa ha bisogno di certezze, che si possono creare solo insieme a politica e sindacati. Tutti dobbiamo far sentire la nostra voce in maniera unita per ottenere per Venezia il riconoscimento di cui ha bisogno per crescere e maturare, con sistemi di governance adeguati alle esigenze attuali”.



