Oggi sono morti due giovani operai durante un turno di lavoro a Veternigo, frazione del comune veneziano Santa Maria di Sala
Doppio incidente sul lavoro a Veternigo di Santa Maria di Sala dove hanno perso la vita due operai di 23 e 30 anni. I due sono caduti in una cisterna mentre bonificavano una fossa biologica nella villetta di cia Desman.
“I decessi sul lavoro non sono più accettabili e come organizzazione sindacale è da tempo che chiediamo più controlli – dichiara il segratario generale della Cisl Venezia Michele Zanocco -. La sicurezza non è un lusso, non è un costo ma è la prima, vera priorità nazionale, il nucleo da cui far partire un accordo che vincoli parti sociali e istituzioni verso un obiettivo di civiltà . Serve davvero una svolta concreta su prevenzione, controlli, formazione e investimenti: è tempo dei fatti”.Â
“Confermiamo la necessità di aumentare i controlli nelle aziende e i piani specifici d’intervento nel territorio metropolitano. Ma tutto ciò può avvenire solo mediante il rafforzamento degli organici del personale ispettivo. Le responsabilità sui singoli incidenti vanno accertate dagli organi competenti e punite se è il caso“, conclude Zanocco.
A intervenire sulla vicenda anche il segretario generale di Uil Veneto Roberto Toigo: “Piangiamo altre due giovanissime vittime di infortunio sul lavoro: una tragedia enorme, un evento inaccettabile. I morti sul lavoro nel veneziano sono raddoppiati rispetto all’anno scorso: vuol dire che qualcosa non funziona”.
“Non conosciamo l’esatta dinamica dell’incidente – spiega Toigo -, ma non possiamo non porci delle domande. Chi manda questi operai, ha spiegato loro la pericolosità della mansione? Ha dato loro le giuste indicazioni? E soprattutto, ha messo in atto tutte le procedure di sicurezza e ha vigilato perché vengano rispettate? Noi come sindacato, i colleghi, i familiari e tutta l’opinione pubblica abbiamo bisogno di risposte a queste domande. E devono essere convincenti, perché così non si può andare avanti”.
A commentare il tragico incidente anche il segretario regionale del Partito democratico del Veneto Andrea Martella che osserva come ancora una volta il lavoro si trasforma in morte, “è inaccettabile, è una tragedia senza fine che si consuma troppo spesso nel silenzio della politica”.
“Non possiamo abituarci. Non possiamo voltare la testa dall’altra parte. Nessuno può chiamarsi fuori. La sicurezza sul lavoro deve tornare al centro dell’agenda politica, nazionale e regionale. Come Partito democratico ci impegniamo a farne una priorità assoluta nei prossimi mesi, anche nella sfida per il futuro del Veneto. Ogni vita che si spezza sul lavoro è una sconfitta dello Stato, delle istituzioni, di tutti noi”, conclude Martella.



