Il capogruppo in consiglio regionale ospite di Ultima Ora Live in vista delle elezioni regionali in Veneto: “La guida della Regione spetta alla Lega. Forza Italia? Più attacchi da loro che dal Pd. Lista Zaia indispensabile per vincere”
Mentre la campagna elettorale per le regionali in Veneto entra nel vivo, i toni all’interno della coalizione di centrodestra si fanno sempre più tesi. A fare il punto, ospite del nostro podcast, è Alberto Villanova, capogruppo della Lega – Liga Veneta in Consiglio regionale. Dall’unità del centrodestra alle ambizioni di Forza Italia e Fratelli d’Italia, fino al ruolo della Lista Zaia: un’intervista a tutto campo che chiarisce la posizione del Carroccio in vista del voto.
Di fatto, la campagna elettorale è già iniziata, e i toni sembrano abbastanza accesi. Cominciamo dunque a raccontarla. Le chiedo subito: in casa Lega, cosa sta succedendo? Gli altri esponenti del centrodestra dicono “andremo uniti”. È davvero così o c’è il rischio che la Lega faccia scelte diverse?
“Noi, come Lega, abbiamo sempre detto che la nostra opzione principale è tenere unito il centrodestra e continuare a lavorare come abbiamo fatto negli ultimi 15 anni. Ma per garantire questa continuità, poniamo una condizione: avere un presidente della Lega che prosegua il lavoro di Luca Zaia. Solo così si potrà portare avanti un’amministrazione che ha ottenuto risultati importanti, sia dal punto di vista pratico sia da quello del consenso.
In questi mesi ci siamo mossi sul territorio con quasi 2.000 gazebo, nelle città e nelle piazze, per ascoltare i cittadini, capirne i bisogni e raccogliere sensazioni in vista del voto. Solo sabato scorso abbiamo riunito 400 amministratori – sindaci, assessori, consiglieri – proprio per ascoltare chi amministra il territorio. Ora partirà anche una campagna di ascolto rivolta alle imprese e al tessuto economico. Il nostro modo di fare campagna elettorale parte da qui: dal confronto, per scrivere un programma realmente aderente alle esigenze dei veneti. Non ci facciamo impressionare dai primi screzi: il nostro obiettivo è lavorare bene, per il bene dei cittadini”.
Forza Italia, però, rivendica la candidatura alla presidenza. Ha già dato il via alla sua campagna elettorale, cogliendovi forse un po’ di sorpresa. Come giudica le posizioni degli alleati? Partiamo da Forza Italia.
“Mi sembra paradossale doverci difendere proprio da chi dovrebbe essere nostro alleato. Leggere certi attacchi da parte di Forza Italia – che sembrano un copia-incolla di quelli del Pd – lascia sinceramente perplessi. Noi andiamo avanti per la nostra strada. Fa strano che chi ogni giorno predica l’unità del centrodestra sia poi il primo ad attaccarci, quotidianamente, come fa Flavio Tosi – o meglio, come fa una parte di Forza Italia”.
E per quanto riguarda Fratelli d’Italia?
“Anche qui voglio essere chiaro. Io, in particolare, sono da sempre convinto che la guida della Regione debba restare alla Lega. In autunno si voterà in sei Regioni – forse sette, se si aggiunge la Sardegna – ma non credo che Fratelli d’Italia possa ottenere la presidenza in tutte. Sarebbe qualcosa di mai visto.
Il Veneto ha un peso specifico enorme per la Lega. Penso che tutti, anche a livello nazionale, debbano avere l’intelligenza e la sensibilità politica di capire che uno strappo qui non farebbe bene a nessuno. Come Lega ci prepariamo a qualsiasi scenario, ma la nostra priorità resta l’unità della coalizione”.
Il coordinatore di Forza Italia Antonio Tajani a Padova è stato chiaro: Forza Italia è rimasta fuori dalla Giunta cinque anni fa, e questa campagna sembra anche un tentativo di “rimettere i puntini sulle i”, come lui stesso ha detto. Cosa risponde?
“Ricordo che se Forza Italia non avesse corso in coalizione con noi cinque anni fa, probabilmente oggi non sarebbe neppure rappresentata in Consiglio regionale. Le percentuali che ha ottenuto non sarebbero state sufficienti per superare la soglia. Quindi, prima di avanzare pretese, ricordiamoci anche di questo.
Continuano a dire che pongono questioni concrete, ma poi emerge chiaramente che si tratta solo di posti, di “careghe”. O si fa opposizione per temi reali, o si fa per rivendicare qualche poltrona in più. Delle due, l’una. E comunque: se prima ancora di “sposarsi”, per così dire, si litiga così tanto… forse è meglio pensarci bene. Chiediamoci se davvero ne vale la pena”.
Zaia ha dichiarato: “Aspetto di capire cosa succede”. La sua lista, secondo le stime, vale il 45%. Ma Fratelli d’Italia obietta: “Non si è mai vista una lista del presidente uscente se il candidato è un altro”. Come si sbroglia questa matassa?
“In Veneto siamo abituati a stupire, a fare cose nuove. La lista Zaia è un valore aggiunto per la coalizione: intercetta voti che altrimenti non arriverebbero al centrodestra. Anche elettori che solitamente votano centrosinistra oggi guardano con fiducia a Zaia – lo dicono i sondaggi: il 60% degli elettori del centrosinistra ha fiducia in lui.
Rinunciare a questi voti solo per non urtare la sensibilità di qualcuno? Sarebbe un errore, quasi un atto di masochismo. E la Lega non ha alcuna intenzione di farlo. Ricordiamoci anche che la lista Zaia è composta da militanti della Lega, è a tutti gli effetti una lista leghista. Ma ha la forza di allargare il consenso. Credo che la lista Zaia vada fatta e debba correre. Il suo nome è ancora un “brand” fortissimo in Veneto, capace di spostare voti importanti che altrimenti si perderebbero”.



