I dati dell’osservatorio Vega sui morti sul lavoro sono sempre più allarmanti, la campagna Zero morti diventa obiettivo di tutti
“Il 2025 non è cominciato bene e non mostra miglioramenti per quanto riguarda gli infortuni mortali sul lavoro”, lo dichiara in una nota il segretario generale di Uil Veneto Roberto Toigo.
“Il Veneto da gennaio è in zona arancione e non sembra voler cambiare colore, speriamo anzi che non peggiori colorandosi di rosso – spiega Toigo -. L’Osservatorio sicurezza sul lavoro del Vega, secondo i dati diffusi oggi, evidenzia infatti che ‘a fine maggio 2025 il rischio di infortunio mortale in Veneto (13,5 morti per milione di occupati) risulta superiore alla media del Paese, pari a 11,6′. A fine maggio si registrano 38 morti sul lavoro nel nostro territorio”.
In Veneto gli infortuni mortali sul lavoro sono dunque raddoppiati rispetto all’anno scorso, posizionando la regione al secondo posto, dopo la Lombardia. Al primo posto tra le province di regione per infortuni si classificano Padova e Vicenza. Seguono poi Venezia e Verona, Treviso e Rovigo.
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“Di fronte a questo bilancio preoccupante dobbiamo tutti fare la nostra parte con le istituzioni e gli organi datoriali – ribadisce il segretario Uil – . Dobbiamo rimanere uniti e continuare ad impegnarci in questa direzione: occorrono tutti gli strumenti possibili per fare formazione, informazione, controlli, ispezioni, occorre tenere altissima l’attenzione su questo tema, occorre instillare una cultura della sicurezza e della vita a tutti i livelli”.
“Zero morti sul lavoro è una campagna della Uil che oggi è diventata l’obiettivo di tutti. Lo ribadisco: vogliamo un Veneto più lento ed attento“, conclude Toigo.



