Ventilatori e doccette negli allevamenti del Veneto per proteggere gli animali in una situazione di emergenza per il grande caldo.
Le stalle del Veneto sono sotto pressione a causa dell’ondata di calore dovuta dall’anticiclone africano che sta facendo alzare le temperature soprattutto in Pianura Padana.
“Il caldo colpisce non solo le persone, ma anche gli animali, sia nelle case che nelle fattorie – spiegano i tecnici di Coldiretti –. Le vacche segnano già una riduzione di produzione di latte perché la temperatura ideale è tra i 22 e i 24 gradi. Oltre questa soglia, perdono l’appetito”.
Per contrastare l’afa, negli allevamenti si utilizzano nebulizzatori refrigeranti, acqua fresca costantemente disponibile e un’alimentazione ricalibrata, alleggerita e arricchita con sali minerali e potassio.
“Il benessere animale è una priorità etica che incide anche sull’economica aziendale – sottolinea Coldiretti Veneto –. Gli impianti necessari per contrastare il caldo comportano un aumento dei costi energetici: per una stalla da 100 capi si può arrivare a 50mila euro di investimento solo per il raffrescamento”.
Coldiretti spiega che oggi la tecnologia rappresenta l’unica via per affrontare gli effetti del cambiamento climatico sull’allevamento. “Tutelare i capi allevati e gli animali domestici è una questione di civiltà e professionalità, oltre che una leva strategica per la sicurezza alimentare del Paese” conclude Coldiretti.



