Mentre le proteste infuriano a Venezia, 90 chilometri più a ovest, a Soave, il sindaco lancia la proposta: “Sposatevi nel bordo più bello d’Italia, il territorio ci guadagnerebbe in notorietà”
“Questo matrimonio non s’ha da fare”, quanto meno nella terra dei Dogi: le polemiche contro Jeff Bezos e Lauren Sanchez, che dovrebbero convogliare a nozze in questi giorni a Venezia, sembrano non volersi placare. Ma tra manifestazioni e striscioni di critiche da parte dei “no Bezos” in piazza San Marco – che hanno costretto a un cambio location per la cerimonia – e parole di approvazione per le generose donazioni fatte dal magnate americano al Consorzio Corila, c’è anche chi vede in questo matrimonio un’occasione davvero imperdibile: è il sindaco del Comune di Soave, ad appena 90 chilometri dalla Laguna, Matteo Pressi.
“Ho scritto alla direzione generale di Amazon Italia, pregando di far arrivare la mia lettera al proprietario dell’azienda – spiega Pressi -, per dare la nostra disponibilità ad ospitare le sue nozze. Venezia è unica, ma anche sposarsi nel borgo più bello d’Italia non sarebbe poi così male”.

Pressi: “Un matrimonio con un grande ritorno pubblicitario gratuito al territorio”
Una proposta che, in controluce, rivela tutti i vantaggi derivanti dal fatto di ospitare un evento con una copertura mediatica internazionale. “Il mercato del turismo americano in Italia è tra i più interessanti in assoluto – afferma il sindaco della cittadina murata dell’est veronese -. Infatti, i turisti d’oltreoceano hanno un tasso di permanenza nel nostro Paese, in termini di durata del soggiorno, molto alto, lontano quindi dalle logiche del turismo mordi e fuggi, e soprattutto profili di spesa molto elevati. Pensare di farci conoscere ancora di più dai turisti americani e quindi consolidare la nostra presenza su questo mercato, spendendo zero, sarebbe eccezionale. Pensate al ritorno pubblicitario che un evento simile genera per il territorio che lo ospita, e soprattutto pensate a quanti milioni di dollari costerebbe organizzare a tavolino una simile campagna promozionale, che invece è gratis“. Insomma, ciò che per alcuni è un problema, per altri diventerebbe una grande opportunità di crescita e sviluppo.
E sulla possibilità che la sua proposta si traduca in realtà, il sindaco di Soave con un un certo realismo, ammette: “È evidente che le nozze sono già completamente organizzate, ma la mia offerta di celebrarle a Soave, oltre al noto proverbio “mai dire mai”, si rifà anche alla necessità di comunicare all’estero il fatto che la nostra è una terra ospitale e che le proteste di alcuni non rappresentano l’atteggiamento generale del Veneto e delle sue località turistiche“.
“La nostra è la prima regione turistica d’Italia e questo comparto ogni anno dà opportunità di lavoro per centinaia di migliaia di persone, oltre a sostenere gli sforzi di tanti bravi imprenditori – conclude Pressi -. Insomma, magari fosse capitata a noi questa. O forse qualcosa può succedere”.



