A intervenire sulla vicenda dell’azienda tessile Fashion Star, la capogruppo del Movimento 5 Stelle Erika Baldin
Nel settore tessile a Cavarzere qualche giorno fa è arrivata notizia della chiusura di Fashion Star di Jie Yongshi, azienda avviata circa due anni fa che lavora con grossi marchi del settore. Giovedì 19 giugno l’azienda ha consegnato le lettere di licenziamento alla ventina di lavoratrici, scrivendo che il 30 giugno prossimo l’impresa cesserà di esistere.
A intervenire sulla chiusura dell’aziende tessile la capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio regionale del Veneto Erika Baldin, che insiste sulla necessità di ricollocare le lavoratrici come priorità massima.
“Ancora una crisi nel settore tessile a Cavarzere, ancora operaie lasciate a casa e senza ammortizzatori sociali. Il caso della Fashion Star approderà al consiglio regionale – afferma Baldin -: su questo tema, infatti, ho depositato un’interrogazione per chiedere alla giunta di attivare l’unità di crisi che finora ha risolto positivamente alcune situazioni di difficoltà”.
“I media e i sindacati riportano come situazioni del genere si ripetano da tempo nel medesimo territorio, in particolare con il minimo scarto di tempo tra la comunicazione e la cessazione dell’attività – spiega l’assessore -. L’area cavarzerana ha perduto negli ultimi anni circa il 60% del proprio patrimonio industriale, vocato alla produzione tessile di massa. E molto spesso le crisi aziendali nel territorio non sono state di facile né veloce soluzione”.
In particolare, nel caso della Fashion Star la situazione è aggravata dall’ostinazione della proprietà a non ricorrere agli ammortizzatori sociali previsti dalla legge, come ad esempio la richiesta della cassa integrazione.
“Non di rado aziende di questo tipo riaprono dopo qualche tempo, avendo però cambiato ragione sociale, tipologia giuridica di riferimento e conti bancari. Ciò a detrimento dei diritti precedentemente acquisiti dal personale, dalle mensilità arretrate al trattamento di fine rapporto – aggiunge l’assessore -. Faccio perciò appello all’unità di crisi dell’assessorato regionale al lavoro, artefice di un discreto numero di ricomposizioni proficue: gli uffici della Regione dovrebbero aprire il tavolo di trattativa tra l’impresa e le organizzazioni sindacali, accordandole attorno a una piattaforma che faccia emergere sia l’utilizzo degli ammortizzatori fondamentali, sia l’attivazione di politiche vocate alla ricollocazione del personale stesso nelle altre realtà del territorio cavarzerano”.
“Si attende ora la risposta dell’assessore Valeria Mantovan: spero tenga conto -conclude Baldin – che la crisi del settore tessile, particolarmente forte nel basso Veneto, insiste in maniera incessante dagli anni successivi alla ripresa delle attività dopo l’emergenza pandemica da Covid-19, portando alla chiusura degli stabilimenti e alla difficile ricollocazione di personale anche non giovanissimo, nonostante la preparazione e l’esperienza acquisite nel tempo”.



