La Regione Veneto conferma il proprio impegno nella lotta alla tratta degli esseri umani, ricandidandosi come capofila di N.A.V.I.G.A.Re.
La Regione del Veneto rinnova il proprio impegno alla lotta contro la tratta degli esseri umani aderendo, come capofila, al progetto N.A.V.I.G.A.Re. (Network antitratta Veneto intersezioni governance azioni regionali). Da anni, il progetto si occupa di tutelare le vittime di tratta e grave marginalità oltre che di contrastare il fenomeno dello sfruttamento in ambito sessuale, lavorativo, nelle economie criminali forzate e nei matrimoni forzati.
La giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Sanità e al Sociale del Veneto, Manuela Lanzarin, ha infatti autorizzato la partecipazione al progetto, ora al vaglio del dipartimento per le Pari Opportunità, consentendo di portare avanti i percorsi di aiuto finora avviati. Ad approvazione definitiva da parte del ministero, il Veneto potrà contare anche su un contributo economico di oltre due milioni euro.
“L’azione di prevenzione e contrasto dei gravi fenomeni di sfruttamento – spiega Lanzarin – è resa possibile grazie ad una fitta rete di partner multi-agenzia, con il coinvolgimento di istituzioni pubbliche (procure, forze dell’ordine, organi di vigilanza, servizi sociali, sanitari socio-sanitari, Università) e del terzo settore. Il fenomeno è in continua evoluzione e richiede il coinvolgimento del network su tutto il territorio regionale”.
“Gli operatori del progetto N.A.V.I.G.A.Re facilitano l’identificazione di potenziali vittime – aggiunge l’assessore -, attraverso un contatto volto a fornire informazioni e a supportare la potenziale vittima, anche grazie alla presenza della mediazione linguistico culturale qualificata. L’azione degli operatori sociali punta a garantire alla potenziale vittima aiuto e accompagnamento nel collaborare con l’autorità giudiziaria, promuovendo un intervento multidisciplinare di contrasto al crimine“.
“Alle persone che scelgono di uscire dalle condizioni di sfruttamento e di rompere i legami con la rete criminale, inoltre, vengono assicurate assistenza e una formazione personale e professionale che consente l’inclusione socio lavorativa in contesti di legalità e garanzia dei diritti”, conclude Lanzarin.
La Regione del Veneto dal 2016 è coinvolta attivamente nel progetto N.A.Ve (Network Antitratta per il Veneto), mentre dal 1mo luglio 2021 è capofila del progetto N.A.V.I.G.A.Re. Da allora la Regione ha contattato 8.453 persone: 1.788 hanno usufruito di interventi di assistenza e 486 hanno aderito a programmi di protezione e inclusione sociale collaborando con le forze dell’ordine per fornire il proprio contributo al contrasto alle reti criminali.



