Il ministero della Salute ha autorizzato l’ennesima deroga per l’uso del pesticida Closer, vietato dall’UE dal 19 maggio 2023
Il ministero della Salute ha autorizzato una nuova deroga per l’utilizzo del pesticida Closer. Si tratta di un veleno vietato dall’Unione Europea a partire dal 9 maggio 2023 a causa della sua pericolosità, largamente riconosciuta del mondo scientifico, sia per gli esseri umani che per gli insetti impollinatori, api in particolare.
Il pesticida Closer contiene infatti una sostanza attiva estremamente dannosa, la sulfoxaflor. Tale sostanza è usata per il trattamento dei vigneti contro la cicalina (Scaphoideus titanus) che causa la flavescenza dorata soprattutto sul prosecco e contro la cocciniglia (Planococcus Ficus).
Associazioni come il WWF (World Wide Found for Nature) hanno evidenziato l’esistenza di numerose alternativa più sostenibili sul mercato. Nonostante ciò “ancora una volta il governo italiano si dimostra incurante degli effetti, su ambiente e salute, di scelte di indirizzo politico che non trovano sponda nella scienza e nel buon senso”, dichiara in una nota il consigliere regionale del Veneto Andrea Zanoni (Europa Verde).
“Non a caso – spiega il consigliere – il Piano di azione nazionale per l’uso sostenibile dei fitofarmaci è scaduto dal 2019 e non è stato aggiornato. La Regione del Veneto ha competenza in materia di informazione sanitaria e ambientale, tutela della biodiversità e promozione dell’agricoltura sostenibile. Per questo, ho presentato una interrogazione in consiglio regionale per chiedere agli assessori alla Sanità e all’Agricoltura se i cittadini siano stati informati sulla pericolosità del Closer, quali misure di prevenzione e monitoraggio siano state attivate e se la Regione intenda sollecitare il governo nazionale affinché eviti ulteriori deroghe all’uso di pesticidi vietati in campo aperto dall’Unione Europea”.
“Le nostre comunità sono esposte continuamente alla nocività di questi veleni – incalza il consigliere -, tuttavia pare questo, a detta di alcuni, debba rimanere un tema in sordina per non disturbare chi trae vantaggio dal commercio di questi prodotti”.
A causa della monocoltura del prosecco, diffuso con estrema densità dalle colline al mare della regione veneta, gli insetti nocivi sono in aumento. Per gestire questo aumento “si creano problemi ulteriori, come la minaccia per le api e per tutti gli insetti utili, arrivando a consentire addirittura pesticidi vietati per legge – conclude Zanoni -. Vale proprio la pena rinunciare a biodiversità, acque pulite, tutela della salute solo per consentire al nostro presidente di Regione di snocciolare al Vinitaly i dati di aumento delle bottiglie prodotte?”.


