Al via la prima scuola di formazione per i rappresentanti di categoria: Confartigianato Imprese Veneto lancia la sua prima Academy
Confartigianato Imprese Veneto lancia la sua prima Academy. Una scuola di formazione per i rappresentanti dell’ associazione di categoria, che consiste in un percorso formativo pensato per consolidare competenze, rafforzare il senso di appartenenza e promuovere una cultura condivisa di sistema.
Se l’ultimo decennio è stato caratterizzato dalla disintermediazione, Confartigianato Imprese Veneto vuole portare al centro il ruolo dei corpi intermedi attraverso una vera e propria scuola di politica per formare dirigenti in grado di rispondere alle sfide del presente e anticipare quelle del futuro.
Per Confartigianato Imprese Veneto “la cultura negoziale è e sarà un tratto saliente dell’attività sindacale dei dirigenti a cui però bisogna aggiungere visione e competenze”. L’Academy vuole mettere in condizione dirigenti, senior e junior, di leggere il contesto economico e sociale e il ruolo dell’associazione, partendo della storia per sviluppare un’identità attuale in grado di agire gli incarichi rispetto alle sfide di oggi e di domani. Â
Diversi gli obbiettivi del corso pensato da Confartigianato. Innanzitutto favorire l’accesso di nuovi dirigenti a cariche associative e migliorare la conoscenza e la consapevolezza dei ruoli associativi. La scuola punta poi a rafforzare il senso di appartenenza rispetto all’associazione e a far crescere la cultura associativa per rispondere alle nuove sfide: capitale umano, digitalizzazione, comunicazione, sostenibilità , demografia. Â
Il percorso formativo è aperto ai presidenti di federazione, i presidenti dei gruppi di mestiere e dei movimenti di Confartigianato Imprese Veneto e di Anap Veneto (Associazione nazionale anziani e pensionati), che presenteranno domanda.
L’Academy prenderà il via il 1° luglio, con un modulo formativo di 24 ore articolato in 6 incontri da 4 ore ciascuno. Si tratta della prima sessione a cui parteciperà il primo gruppo di presidenti, a questa seguiranno nuove sessioni per erogare la formazione agli altri. Â
Ad inaugurare il percorso sarà una lectio magistralis del politologo e docente Paolo Feltrin, prevista per il 23 giugno, dal titolo provocatorio e attualissimo: “In cosa il XXI secolo è diverso dal XX secolo, e perché il tema riguarda le imprese artigiane“.
Secondo l’ultimo rapporto Assoknowledge infatti, dalle 25 Academy del 2010 si è passati alle 232 nel 2024 in Italia. Quella di Confartigianato è la prima scuola di politica per i corpi intermedi pensata per formazione orientata alle analisi degli scenari generali e ai trend di sistema.
 “Abbiamo bisogno di una nuova grammatica per raccontare e guidare il cambiamento – ricorda il presidente di Confartigianato Imprese Veneto Roberto Boschetto -. Con questa Academy vogliamo costruire un linguaggio comune che unisca i nostri dirigenti e rafforzi la coesione del nostro sistema”.
“I corpi intermedi sono la base della vita politica ed economica – aggiunge Boschetto -. 7 italiani su 10 parlano di ‘carenza di istituzioni’, capiscono l’importanza dei ruoli intermedi ma non sempre comprendono il nesso di causalità rispetto ai processi economici e politici. L’Academy diventa uno strumento importante per insegnare a fare politica consapevoli del fatto che oggi serve una visione moderna di associazione“.Â


In Veneto le associazioni di rappresentanza costituiscono a tutti gli effetti un’infrastruttura sociale ed economica che opera nella quotidianità dell’economia reale, “forse senza eguali in Europa” spiega il politologo Paolo Feltri.
“In tutti i paesi avanzati circolano interrogativi intorno al ruolo futuro delle associazioni di rappresentanza degli interessi – continua Feltrin -. Questi interrogativi appaiono ancora più pressanti nella realtà italiana e in quella veneta proprio a causa della forza e del consenso che i corpi intermedi hanno avuto finora qui da noi“.
“Da dove nasce il problema? Sebbene appaia evidente a tutti che siamo entrati in mondo nuovo, appare molto più difficile individuarne con precisione gli esatti contorni. Nonostante siano passati 25 anni dall’inizio del nuovo secolo – prosegue Feltrin -, tendiamo considerarli niente più che una lunga coda del XX secolo, più o meno con le stesse caratteristiche”.
“Eppure, a rifletterci un secondo, ci rendiamo conto di usare molto meno il telefono, di prendere meno appuntamenti, di ridurre i lunghi viaggi di lavoro. In compenso facciamo molte più cose di prima. La si chiami disintermediazione, la si chiami digitalizzazione al centro di tutto sta una nuova protesi umana: lo smartphone, presentato per la prima volta da Steve Job nel 2007, appena 18 anni fa. Con questa novità del XXI secolo, ma soprattutto con le sue conseguenze, si cercherà di portare la riflessione nel mio intervento inaugurale”, conclude Feltri.



