Le Ater provinciali del Veneto faticano a rispondere ai bisogni abitativi delle famiglie, “sono necessarie risorse finanziarie”
“Oggi in seconda commissione consiliare permanente abbiamo ascoltato i rendiconti sulla gestione delle sette Ater (Azienda territoriale per l’edilizia residenziale) provinciali del Veneto. Uno spaccato interessante sull’edilizia residenziale pubblica, che fatica sempre più a dare risposte efficaci al bisogno abitativo delle famiglie e delle persone con redditi medio bassi“. Lo dichiara in una nota il consigliere regionale del Gruppo Misto – Veneto Vale, Arturo Lorenzoni.
“Complessivamente le Ater gestiscono 40.590 alloggi ed incassano canoni per 56 milioni di euro – spiega il consigliere -. Vi sono, però, 8.835 alloggi sfitti (il 21,7%) con 12.974 famiglie in attesa di assegnazione. Una situazione critica sul piano della possibilità di dare risposta alle numerosissime famiglie in attesa in tempi prossimi”.
“E questo passaggio è tragico per l’attrattività del nostro territorio. Non possiamo far finta di non sapere, infatti, che molti concorsi pubblici vanno deserti perché i costi per la casa non consentono di sopravvivere in molte aree del Veneto, dove gli affitti minimi raggiungono il 60-70% dello stipendio proposto nei concorsi – incalza il consigliere -. Questa situazione è il frutto di 15 anni di gestione regionale del patrimonio senza investimenti, ed è sorprendente sentire colleghi della maggioranza in Consiglio regionale che chiedono cosa noi si pretenda che si possa investire con i bassi canoni incassati, pari a 160 – 170 euro mensili”.
“Mettere risorse finanziarie sul patrimonio residenziale pubblico è una priorità assoluta ed è assai deludente prendere atto che il Piano strategico delle politiche della casa in Veneto 2024-2029 quasi certamente non vedrà la luce in questa legislatura, visti i ritmi balneari a cui opera il Consiglio regionale – aggiunge il consigliere -. Una legislatura sprecata sul fronte abitativo. E nulla si è fatto per sbloccare le decine di migliaia di residenze private chiuse nelle città del Veneto, che i proprietari preferiscono non affittare per non avere problemi con gli inquilini”.
“Una situazione paradossale, ma bloccata, senza che ci sia alcuna iniziativa per tentare almeno di trovare nuove soluzioni. Non stiamo dando risposte ai bisogni delle persone, purtroppo, e non possiamo invocare scuse. Ci sono scelte ben precise che portano alla latitanza delle risposte sul tema abitativo”, conclude Lorenzoni.
Ad aggiungere i dati riguardo l’Ater di Verona la consigliera regionale del Partito Democratico Anna Maria Bigon.
“Dal resoconto sulle attività di Ater Verona è emerso un quadro in chiaroscuro – spiega la consigliera -. Da un lato l’ente, che gestisce 5.072 alloggi di proprietà, per un valore di 454 milioni di euro e che, grazie al bonus, contestato da questa maggioranza, è riuscito a manutentare tanti alloggi, il 45% dei quali è in classe energetica A. Ma resta ancora molto da fare e da investire“.
“Nel complesso sono 533 gli alloggi attualmente da recuperare rimettendoli in buono stato. Ma servono tanti fondi: basti pensare che per rimettere tutto il patrimonio in buono stato, servirebbero 80 milioni di euro – conclude Bigon -. Ma i fondi non arrivano, in uno scenario nel quale sono 533 alloggi sfitti da recuperare e ben 2.917 le famiglie che a Verona sono in attesa: una vera emergenza di fronte alla quale la Regione nicchia. Bisogna intervenire con finanziamenti adeguati a questa necessità abitativa“.



