La consigliera Bigon (Pd) commenta affermazioni di Zaia e Lanzarin riguardo il presunto azzeramento delle liste d’attesa in Veneto
“Sulle liste d’attesa, Zaia e Lanzarin propinano ancora una volta ai cittadini uno scenario sfalsato rispetto alla realtà. E annunciano un azzeramento che non esiste”. Lo afferma la consigliera regionale del Partito Democratico Anna Maria Bigon, commentando i contenuti della conferenza stampa tenuta ieri dal presidente della Regione del Veneto Luca Zaia e dell’assessore alla Sanità del Veneto Manuela Lanzarin.
“I report delle varie Ulss possono essere aggiornati fin che si vuole – spiega Bigon -. Ma non sono veritieri perché non tengono conto di tutte quelle telefonate con richieste di visita cui non viene data risposta perché la lista è già chiusa. In questo modo non viene registrato il nome del richiedente, che viene invitato a richiamare, e quindi non si forma alcuna lista d’attesa. Insomma, dietro questo miracoloso azzeramento, il trucco c’è ma non si vede”.
“I dati Gimbe (Gruppo italiano per la medicina basata sulle evidenze) parlano chiaro, visto che il 7% dei veneti rinuncia alle cure. Una percentuale che dimostra l’inaccessibilità a tutta una serie di servizi e interventi, dalle cataratte alle visite cardiologiche. Non solo – aggiunge l’assessore -: se nel 2022 le prestazioni erogate furono 17 milioni a fronte di 29 milioni di richieste, è davvero difficile credere che le richieste degli anni successivi siano crollate, anzi”.
“Infine – conclude Bigon -, Zaia e Lanzarin parlano delle prime visite. Ma su quelle di controllo non dicono nulla? Le malattie croniche e oncologiche che impongono visite di controllo e dovrebbero essere fissate dallo stesso specialista, molto spesso vengono rimandate al medico di famiglia e quindi al Cup (Centro unico prenotazioni), con l’impossibilità di ottenere visita. Su tutto questo chiediamo un’audizione urgente dell’assessora in commissione”.



