Diminuiscono le donazioni di sangue in Veneto, Baldin (M5S): “Campagna di sensibilizzazione e più medici per le idoneità”
“Il numero decrescente delle donazioni di sangue in Veneto diventa materia di discussione nelle istituzioni regionali”, lo afferma in una nota la capogruppo del MoVimento 5 Stella Erika Baldin.
La capogruppo cita l’appello di pochi giorni fa dell’Avis (Associazione volontari italiani del sangue) che “illustra la contrazione di circa il 6% nei mesi di marzo, aprile e maggio, in previsione delle esigenze estive che prevedono una necessità maggiore, dovuta al traffico turistico più intenso che innalza il rischio di incidenti”.
“Viste le premesse – dichiara Baldin – ho depositato un’interrogazione in materia rivolta alla Giunta regionale. È il caso di raccogliere l’allarme lanciato dalle volontarie e dai volontari veneziani i quali attestano il disimpegno stagionale da parte di non pochi donatori e donatrici, associato alla difficoltà di molti aspiranti a conseguire la necessaria idoneità, dal momento che le Ulss venete mettono a disposizione un numero esiguo di visite mediche al mese, a causa della carenza di personale medico“.
“Per questi motivi – evidenzia Baldin – , chiedo all’esecutivo di palazzo Balbi se intende aumentare tale dotazione, indispensabile per vagliare le nuove richieste volontarie. Occorre inoltre, promuovere la cultura della donazione di sangue, attraverso un’apposita campagna mirata alle giovani generazioni, che rispondono in termini più blandi, come si è visto anche riguardo le donazioni di organi. A proposito delle quali, attendo ancora risposta dalla Giunta alla mia interrogazione dello scorso gennaio”.
“Tra le concause della riduzione, anche l’impossibilità a donare dopo i 65 anni di età. Certo – aggiunge l’esponente del M5S- ma è soprattutto attorno agli under 35 che si appunta l’attenzione di operatrici e operatori, essendo la fascia d’età attualmente meno coinvolta, con sole 8.238 adesioni annue nell’area metropolitana di Venezia. Già solo nella fascia da 36 a 39 anni esse sono oltre 13mila, mentre coloro che a breve non potranno più donare per sopraggiunti limiti sono 2.630. Non pochi”.
“Ringrazio comunque le sezioni dell’Avis per il grande impegno nel territorio: le donazioni periodiche del proprio sangue rappresentano non solo un grande gesto di generosità, ma anche un’esigenza medica incontrovertibile nella trattazione delle urgenze – concluda Baldin -. Il Veneto è la terza regione più generosa d’Italia, dietro Lombardia ed Emilia Romagna, per numero di donazioni, oltre 197mila, e per numero di soci donatori, oltre 125mila. Per cui mi aspetto dalle istituzioni una presa di coscienza adeguata a mantenere questo status e, se possibile, ad incrementarlo con nuove leve“.



