Il Comune di Soave è riuscito a ottenere un contributo statale del valore di 650mila euro per il rinnovo della viabilità collinare
A partire dal 2022, anno di insediamento dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Matteo Pressi (Lega), il Comune di Soave ha ottenuto una serie di contributi sia statali che regionali. In appena tre anniil Comune ha ricevuto sovvenzioni per circa 11 milioni di euro, a cui ora si aggiungono i 650mila euro dell’ultimo contributo statale ottenuto.
Proprio in questi giorni infatti, con un provvedimento a firma del ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, il Comune di Soave ha ottenuto questa ingente somma allo scopo di ammodernare e rendere più sicura la viabilità delle sue frazioni collinari, ovvero Castelcerino, Fittà e Costeggiola.
Come spiega il sindaco Matteo Pressi: “Nel 2023, anche a seguito di alcuni eventi calamitosi, ci siamo resi conto di quanto queste porzioni del nostro territorio siano fragili. Abbiamo quindi presentato allo Stato, tramite la Regione, un piano che mira innanzitutto a garantire la sicurezza delle strade e delle infrastrutture, circostanza cruciale per agevolare i soccorsi in caso di bisogni futuri”.
Grazie a questi fondi, il Comune di Soave potrà quindi intervenire su numerosi assi viari, “sia per consolidare le strade dal punto di vista statico, in alcuni punti erose nel sottosuolo dal passaggio dell’acqua, sia per sistemare alcune pareti a ridosso della viabilità e a rischio di frana, laddove non già parzialmente franate”, spiega il sindaco.
Il piano prevede opere di sistemazione e miglioramento in numerose parti del territorio comunale, tra le quali via Scalette, via Libertà, via Recoaretto, località Monte, località Meggiano, località Tamellini e località Centro.
“Si tratta di una serie di interventi straordinari che senza il supporto economico dello Stato non avremmo potuto eseguire – aggiunge il sindaco -. La viabilità collinare, infatti, ha delle sue specificità tecniche che rendono gli interventi molto costosi, spesso per ragioni legate proprio alla conformazione di queste strade, in quasi tutti i casi create all’inizio dello scorso secolo erodendo e scavando i fianchi delle colline, ma senza gli accorgimenti tecnici di oggi”.
“Il nostro obbiettivo è quello di progettare ed appaltare una prima parte del piano entro il corrente anno 2025. Per questo, abbiamo chiesto allo Stato di poter utilizzare i procedimenti speciali, molto rapidi, per la esecuzione di opere legate connesse agli aspetti di protezione civile“, conclude Pressi.



