È partito oggi da Venezia, con una giornata intensa e ricca di dibattiti, il Festival “L’Italia delle Regioni”, giunto alla sua quarta edizione.
La manifestazione, pensata come momento di confronto tra le istituzioni regionali e nazionali, ha acceso i riflettori su temi centrali come autonomia, federalismo fiscale, democrazia e sviluppo sostenibile.
Un fiume di dichiarazioni, visioni e – in alcuni casi – affondi polemici, ha attraversato la Scuola Grande di San Rocco, cuore simbolico della giornata inaugurale.
Giorgetti: “Valorizzare le Regioni è rafforzare l’Italia”
Ad aprire il confronto è stato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, con un videomessaggio in cui ha sottolineato come le Regioni siano “comunità vive, laboratori dove si sperimentano politiche pubbliche vicine alle persone”. “Valorizzarle – ha detto – significa rafforzare l’intero Paese”.
De Luca: “Democrazia in crisi, serve regionalismo per battere la burocrazia”
Ma il primo scossone lo ha dato Vincenzo De Luca, presidente della Campania, nel talk sul “Regionalismo sostenibile”:
“Il terzo mandato? Una follia. Nessuno può essere fermato, tranne chi è scelto direttamente dai cittadini. La democrazia in Italia è arrivata a fine corsa.” Con tono duro, ha poi incalzato: “Sconfiggere il regionalismo non significa difendere la democrazia, significa affossarla. Serve meno Stato accentratore e più responsabilità territoriale.”
Fontana: “Federalismo fiscale è il primo passo. Il governo ci ascolti”
Il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, ha rilanciato con fermezza il tema del federalismo fiscale:
“Le burocrazie ministeriali frenano. Ma è tempo di cambiare passo. Questa riforma è l’inizio, il governo dimostri di volerci ascoltare e collaborare con le Regioni”.
Calderoli: “Io, da secessionista a centralista. Ma l’autonomia resta una priorità”
Tra i protagonisti più attesi, Roberto Calderoli, ministro per gli Affari Regionali, ha ammesso che i tempi per l’autonomia differenziata “non sono certi, ma ci sto mettendo tutto me stesso”.
“Mi chiamano secessionista, ma oggi mi sono sentito una mosca bianca: qui erano tutti più autonomisti di me. Persino De Luca propone di lasciare allo Stato solo le briciole”. Nel suo intervento conclusivo ha toccato anche il tema dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP): “Domani la legge delega va in Consiglio dei ministri. Una volta definiti i LEP, potremo procedere sulle altre materie.”
Calderoli e il diritto alla morte: “Serve una legge di civiltà”
Sempre Calderoli ha riacceso il dibattito etico, raccontando dell’impugnazione della legge toscana sul suicidio medicalmente assistito:
“Dal punto di vista giuridico ho dovuto farlo. Ma il Parlamento ha il dovere di legiferare su questi temi. Non è questione politica, ma di diritti fondamentali.”
Zaia: “Il Festival è un’occasione di visione. L’autonomia? Per scelta o per necessità”
A fare gli onori di casa, Luca Zaia, presidente del Veneto:
“Questo evento è importantissimo per il Veneto. L’autonomia non è un capriccio, è un percorso per responsabilizzare territori e combattere le diseguaglianze. O la si fa per scelta o la si dovrà fare per necessità.”
Ha poi annunciato che la bozza per la materia ‘protezione civile’ è pronta, la prima delle 23 su cui si discute l’autonomia.
Passaggio di testimone: nel 2026 tocca alla Toscana
Nel pomeriggio, alla presenza delle delegazioni di tutte le Regioni, Zaia ha passato ufficialmente il testimone al presidente della Toscana, Eugenio Giani, che ospiterà l’edizione 2026 del Festival:
“Siamo pronti a raccogliere questa eredità. La Toscana, culla del Rinascimento, sarà il cuore pulsante di un’edizione che coniugherà tradizione e innovazione, coinvolgendo territori e comunità”, ha dichiarato Giani.
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