Giordani attacca il Governo: “No alla zona rossa all’Arcella, macchia e danneggia l’immagine di un intero quartiere“. Centenaro ribatte: “C’è bisogno di tutela e legalità, ben vengano altre zone rosse”
“Care arcellane e cari arcellani, cari padovani”. Inizia così il lungo messaggio del sindaco del Comune di Padova, Sergio Giordani, rivolto ai propri cittadini per commentare l’istituzione di una cosiddetta zona rossa all’Arcella.
“Oggi la mia posizione, espressa al Prefetto, è stata lineare e netta e l’ho espressa per difendere il vostro, nostro, quartiere da rischi e grandi passi indietro – spiega Giordani -. Sono favorevolissimo a più controlli ordinari e anche ad alta intensità, sono stati già fatti negli scorsi mesi, con tutte le Forze dell’Ordine (senza nessuna zona rossa) e si potevano intensificare, anzi l’ho chiesto. Così come sono grato alle Forze dell’Ordine per il loro lavoro e sono certo che lo siete anche voi, una divisa è sempre un segno di amicizia e vicinanza ai cittadini”.

“Sono invece fortemente contrario e preoccupato dalla scelta, che non ho condiviso, di definire tre quarti di Arcella come zona rossa – dichiara il primo cittadino padovano -, un provvedimento imposto dall’alto alla città, frutto della propaganda del Governo e utile solo ad accontentare qualche esponente leghista del Governo di Roma”.
Giordani: “Scelta con conseguenze gravi e ingiuste per chi vive all’Arcella”
Giordani colpisce quindi senza mezzi termini. “Dell’ideologia come sapete, mi interessa davvero nulla, mi interessa molto invece che si darà di un quartiere, che da anni sta correndo sempre più veloce, un’immagine gravemente negativa e che durerà a lungo, l’immagine di una situazione emergenziale, pericolosa, fuori controllo. Ma così non è, anche se la destra per prendere voti dice il contrario, producendo danni – prosegue il sindaco -. Si farà passare l’idea che l’Arcella è un luogo dal quale stare lontani perché un quartiere dove si deve aver paura. A fronte di pochi mesi di controlli in più (che si potevano fare in maniera intensa ma in altre modalità che non prevedessero l’idea dell’emergenza e di mettere in cattiva luce l’Arcella) questa scelta di zona rossa porterà alcune conseguenze gravi e ingiuste per le cittadine e i cittadini che la vivono ogni giorno, conseguenze ingiustificate di cui la Lega in particolare si assumerà la responsabilità”.

“Per questo torno a dire quello che ho anche detto in Prefettura, più controlli sì perché la sicurezza è un diritto che non ha colore politico, zona rossa no, perché macchia e danneggia l’immagine di un intero quartiere – ribadisce Giordani -. Lo dico col massimo rispetto verso le altre Istituzioni, perché ripeto, alla fine questa imposizione arriva dal Governo di Roma e specialmente dalla Lega, anche se a Padova è minoranza, dato che i padovani come sindaco hanno scelto il sottoscritto e io con la consueta pacatezza intendo difendere fino infondo i loro reali interessi, non quelli dei partiti”.
Centenaro: “Non è propaganda, ma un provvedimento adeguato a Padova”
A rispondere alle accuse del sindaco di Padova, è il consigliere regionale padovano dell’intergruppo Lega-LV, Giulio Centenaro. “Le zone rosse di Padova a tutela della sicurezza, se per la sinistra padovana sono discriminanti, per la maggioranza dei cittadini sono invece una tutela – afferma il consigliere leghista -, per i padovani in primis, ma anche per gli esercenti e i negozianti. Basta andare tra la gente o a sentire gli stessi negozianti che, in un incontro con la polizia locale, si sono addirittura offerti di fotografare spacciatori e delinquenti e di inviare le foto alle forze dell’ordine. C’è bisogno di tutela e legalità“.

“Il Veneto è sempre stato una terra operosa, con una società sana e che ha contribuito al boom economico di questo Paese. Non è più tollerabile che si lasci spazio al degrado e alla delinquenza – aggiunge il consigliere -. Quando la sinistra attacca l’istituzione delle zone rosse, alla stessa sinistra vorrei ricordare che l’ex sindaco del Pd ed ex parlamentare, Flavio Zanonato, nel 2006 costruì il famoso “Muro di via Anelli”, per tutelare la sicurezza dei cittadini e cercare di arginare il fenomeno dello spaccio e della delinquenza. Quindi ben vengano due o anche tre zone rosse a Padova, se servono a tutelare la sicurezza dei cittadini”.
“Gli immobili verranno svalutati, sostiene la sinistra – dichiara Centenaro -. Non è vero, le zone verranno salvaguardate e anzi: la gente preferisce vivere in zone sicure rispetto a quelle finite in mano alla delinquenza. E non è una questione di propaganda, come dichiara il sindaco Sergio Giordani, ma un provvedimento lecito e adeguato alla situazione della città di Padova che è sotto gli occhi di tutti”.



