Palazzo Pretorio di Cittadella inaugura la mostra fotografica “Persone” che racconta la storia di 31 pazienti oncologiche
È stata inaugurata, sabato 10 maggio 2025, a Palazzo Pretorio a Cittadella, la mostra fotografica “Persone”. Un racconto visivo e umano che celebra la forza della vita anche di fronte alle sfide più dure.
“Persone” accolta con grande partecipazione del pubblico è un racconto corale attraverso 31 scatti. Le fotografie mostrano i volti di 31 donne pazienti oncologiche di età compresa tra i 25 e i 70 anni. Si tratta di donne che hanno scelto di raccontarsi oltre la malattia, non ignorandola, ma vivendo pienamente la loro esistenza.
La mostra ideata e curata da Marta Basso, organizzata dall’associazione “Altre Parole”, con il patrocinio del comune di Cittadella e dell’Ulss 6 Euganea, resterà aperta fino al 18 maggio. Presenti all’inaugurazione il sindaco di Cittadella Luca Pierobon, la vicesindaco Marina Beltrame e l’assessora alla Cultura Paola Geremia.
“Questo progetto nasce dalla mia esperienza personale – spiega Marta Basso, curatrice della mostra-. Sono figlia di una paziente oncologica. In un momento in cui tutto sembrava buio, ho dovuto reagire per lei. È stato allora che ho capito quanto silenzio, stigma e paura possano distorcere la percezione della malattia. Con “Persone” ho voluto dare spazio a ciò che spesso viene oscurato: non le cicatrici, ma la vita. Le passioni, i sogni, i pensieri“.
“Come fotografa – prosegue la curatrice – ho scelto che l’immagine non fosse il punto d’arrivo, ma il ponte verso le parole, verso i racconti che ciascuna donna ha voluto condividere, scrivendo di sé come persona prima che come paziente. Questa mostra vuole contribuire a rendere normale ciò che troppo spesso viene nascosto. A restituire luce, dignità e voce a chi vive la malattia e a chi cammina accanto“
La mostra
Suggestivo l’allestimento: 16 pannelli, 31 fotografie accompagnate da brevi testi in cui ogni donna si racconta con autenticità . Un modo per ricordare che prima della malattia ci sono le persone, con i loro nomi, le loro voci, le loro vite.
Tutte indossano una maglietta o una camicia bianca e un paio di jeans: abiti semplici e uguali per tutte, a sottolineare che la vera differenza sta nei volti, negli sguardi, nei sorrisi. Sono ritratti spontanei e naturali, frammenti veri di quotidianità .
La mostra nasce da una riflessione profonda sul modo in cui la società e i media parlano della malattia oncologica. Troppo spesso si leggono solo statistiche, si ascoltano numeri o si parla di “battaglie perse”. “Persone” ha un’altra prospettiva: dare voce e volto a chi affronta la malattia con resilienza, sogni, paure e speranze, restituendo dignità e umanità a ogni storia individuale.
“‘Persone’ rappresenta quello in cui crediamo: mettere al centro la persona, non la malattia – spiega Maria Teresa Simioni, presidente dell’associazione Altre Parole -. In questi anni, ho incontrato tante donne malate di cancro. Donne con paure, cicatrici e domande profonde, ma anche con una forza straordinaria e una voglia di vivere che nessuna malattia può spegnere. Donne che non si sono mai lasciate definire solo dalla loro diagnosi. Spesso il percorso oncologico viene raccontato solo attraverso numeri e prognosi, ma dietro ogni diagnosi ci sono volti, storie, emozioni. Come associazione, lavoriamo ogni giorno per umanizzare le cure, per riconoscere in ogni paziente una storia unica, irripetibile, che merita di essere raccontata“.
Raccontare la speranza: una comunicazione rispettosa sul tema del cancro
Accanto ai volti e alle storie, la mostra invita a una riflessione più ampia sul valore di una comunicazione equilibrata e rispettosa sul tema del cancro. Parlare anche di resilienza e di speranza è fondamentale per: sostenere psicologicamente chi affronta la malattia; sensibilizzare la società , riducendo paure e pregiudizi; stimolare la ricerca e l’innovazione scientifica.
A sottolineare il valore profondo del progetto è anche la riflessione del dottor Luca Riccardi – responsabile U.o.s. psicologia ospedaliera -Ulss 6 Euganea, che evidenzia il potere e la forza del racconto e dell’immagine.Â
“Le immagini hanno il potere unico di comunicare emozioni profonde e storie complesse in modo immediato e universale– spiega Riccardi -.  Attraverso la fotografia, si può sensibilizzare il pubblico sulla realtà della malattia, sfidando stereotipi e promuovendo empatia. Le fotografie umanizzano l’esperienza del cancro, mostrando la forza, la vulnerabilità e la resilienza di pazienti, famiglie e curanti. Infine, le immagini possono trasmettere messaggi di speranza, evidenziando i progressi della ricerca e la solidarietà comunitaria“.



