Il sindaco di Soave, Matteo Pressi, in visita a Boulevard de Soave, vivace cittadina francese gemellata con il comune veronese
Boulevard de Soave è un quartiere residenziale di 11mila abitanti situato nella zona sud di Clayye – Souilly. La vivace cittadina è gemellata con il comune di Soave, al quale, il comune francese ha voluto dedicare l’intitolazione di una via.
Il sindaco di Soave, Matteo Pressi, era in visita in Francia proprio in questi giorni, per rinnovare il patto di gemellaggio che da 25 anni lega le due località. In questi giorni infatti, si stanno svolgendo gli scambi culturali tra gli alunni delle rispettiva scuole medie.
Pressi ha voluto scattare una foto sotto la targa della via Boluevard di Soave, via residenziale che conduce a Palce de Verone. “Quando sono partito, il mio collega sindaco Jean-Luc mi aveva avvertito che ad attendermi avrei trovato una sorpresa. Non potevo immaginare che si trattasse di una cosa così bella”, ha commentato Pressi.
Sempre nella via dedicata a Soave si trova la nuova scuola media della cittadina. Come evidenzia Pressi è motivo di grande gioia: “Il nostro gemellaggio, infatti, nel corso degli anni ha consentito a più di 500 studenti italiani e francesi di trascorrere dei periodi di studio in Francia e in Italia. Sono nate molto amicizie che durano ancora oggi e le famiglie hanno costruito legami solidi”.
E nulla è stato lasciato al caso. Nelle aiuole della via e nel giardino della scuola il Comune di Claye-Souilly ha voluto piantare anche delle viti di Garganega, l’uva dalla quale nasce il Soave DOC. Un modo per ricordare la grande tradizione vinicola del borgo murato dell’est veronese.
Una sorpresa e un segno di amicizia che, assicura Pressi, sarà presto ricambiato anche a Soave: “Non vi nascondo che questo gesto mi ha molto emozionato. Teniamo molto ai nostri gemellaggi e vogliamo che siano dei momenti di vero scambio umano e culturale e non un fatto burocratico. Questo gesto rappresenta il fatto che ci siamo riusciti perché ora Soave sarà per sempre parte di questo territorio, per volontà dei suoi stessi abitanti”, conclude Pressi.



