Europa Verde denuncia le tariffe anomale sulla Pedemontana Veneta. “La Regione ammette l’errore ma scarica le colpe sul gestore, lasciando agli automobilisti il calcolo dei pedaggi”.
“La Regione Veneto ammette che i pedaggi sulla tratta Montebelluna-Treviso Sud della Superstrada Pedemontana Veneta (Spv) sono stati anomali, ma non si assume responsabilità: scarica tutto sul gestore e lascia che a districarsi siano direttamente i cittadini”. A denunciarlo sono i consiglieri regionali Andrea Zanoni e Renzo Masolo (Europa Verde), dopo aver ricevuto risposta a un’interrogazione con cui chiedevano chiarimenti e rimborsi per gli utenti coinvolti.
Secondo quanto riferiscono i due consiglieri, l’amministrazione regionale avrebbe ammesso di essere a conoscenza del problema fin da luglio 2024, ma avrebbe agito solo “introducendo dei chiarimenti” per spiegare meglio il calcolo del pedaggio. “Parliamo di utenti che si sono trovati a pagare fino a 21,70 euro per percorrere appena 14 chilometri”, sottolineano.
Nel dettaglio, viene citato il sito www.infoviaggiando.it, che specifica come per calcolare correttamente il pedaggio, in presenza di una barriera autostradale, l’utente debba “suddividere il percorso in due tratti”. Questo, spiegano Zanoni e Masolo, significa che l’automobilista deve sapere in anticipo dove si trovano le barriere, come quelle presenti nelle interconnessioni con A27 e A31, e impostare manualmente il percorso.
“Una richiesta assurda – commentano – che nella pratica trasforma l’utente in un casellante. Nell’era della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale, la Regione dovrebbe pretendere strumenti più chiari e automatizzati, invece si limita ad assecondare le indicazioni di infoviaggiando.it”.
I consiglieri concludono criticando la posizione della giunta anche sul fronte delle responsabilità: “Nel caso di chi ha pagato quasi 22 euro per pochi chilometri, la Regione riconosce l’anomalia ma scarica la colpa esclusivamente sul gestore. In sostanza, chi viaggia in Veneto deve sapere a memoria le regole specifiche della SPV e, in caso di problemi, non rivolgersi alla Regione. Un atteggiamento che riteniamo inaccettabile”.



