Il Veneto è la regione italiana in cui c’è più lavoro ed è maggiormente pagato, il nuovo obiettivo è conquistare i giovani
Con una aumento occupazionale del + 7,2%, il Veneto è la prima regione del nord per crescita, ben al di sopra della media europea. Dai dati di Confartigianato emerge che solo le imprese artigiane danno lavoro a 311.749 persone, con i salari in crescita grazie ai rinnovi del +12/14%.
Le imprese venete e italiane tengono la rotta in un mare agitato: la guerra dei dazi esplosa nella primavera del 2025 ha aggiunto nuova incertezza a un ciclo economico già segnato da forti turbolenze. Un periodo iniziato con l’invasione dell’Ucraina, proseguito con la crisi energetica nell’autunno 2022 che ha triplicato i prezzi dell’energia elettrica, aggravato dalla più severa stretta monetaria della storia dell’euro, dalla frenata del commercio internazionale e, più di recente, dalle tensioni esplose in Medio Oriente.Â
Nonostante questo scenario, il sistema imprenditoriale italiano e in particolare quello veneto, ha dimostrato una resilienza straordinaria. Tra il 2021 e il 2024 l’occupazione in Italia è cresciuta del 6,1%, superando sia la media dell’Unione Europea (+4,8%) sia giganti economici come Francia (+4,5%) e Germania (+4,5%). Solo la Spagna ha registrato una performance superiore (+9,2%).
Il Veneto si è confermato locomotiva trainante del Paese, segnando un aumento dell’occupazione del +7,2%. “La vera forza del lavoro non risiede solo nei numeri dell’occupazione, ma nella capacità quotidiana di generare benessere diffuso e inclusivo, ora il nostro obiettivo sono le nuove imprese under 35, dobbiamo conquistare i giovani” commenta il presidente di Confartigianato Imprese Venete, Roberto Boshetto.
L’artigianato italiano: uno dei pilastri della domanda di lavoro
Se le  imprese artigiane impiegano 2,6 milioni di addetti, pari al 14,5% del totale del settore privato e non agricolo, in Veneto questa percentuale sale al 16,1%: le imprese artigiane venete registrate al 2024 sono 119.861 e occupano 311.749 lavoratori.Â
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Un terzo di queste rappresenta il settore edile che nell’anno ha aperto ben 686 nuove imprese. In leggero calo invece alimentare e legno. Il maggior numeri di occupati nell’artigianato veneto si distribuisce nei settori meccanica (49.969 addetti), edilizia (77.784 addetti), alimentare (28.309 addetti), benessere (26556 addetti) e moda  (23.231 addetti).
Donne, giovani e stranieri
Le imprese censite in Veneto a dicembre 2024 sono quasi 120mila. Tra queste si contano 20.332 imprese a conduzione femminile ,pari al 17% del totale delle imprese artigiane ed al 20,1 % del totale imprese a conduzione femminile; 10.586 imprese guidate da giovani under 35, pari al 8,7% del totale delle imprese artigiane ed al 31% del totale imprese a conduzione giovanile; infine, 19.758 sono le imprese a conduzione straniera, il 16,3% del totale delle imprese artigiane e il 36,4% delle imprese a conduzione straniera.
Stipendi più alti
L’ultima edizione del rapporto Ilo (International labour organization) pubblicata a marzo 2025 evidenzia che, dopo un calo tra il 2022 e il 2023, il 2024 ha segnato la ripresa delle retribuzioni reali anche in Italia. Sebbene l’incremento non abbia ancora compensato del tutto le perdite causate dall’inflazione, l’Italia si distingue per un livello di diseguaglianza salariale tra i più bassi d’Europa: meno dell’1% dei lavoratori dipendenti è classificato come percettore di bassi salari.
Particolarmente significativa la dinamica salariale nell’artigianato: grazie a una stagione intensa di rinnovi contrattuali, gli aumenti retributivi nei vari comparti hanno oscillato tra il +12% e il +14% rispetto alla precedente tornata. In Veneto le retribuzioni dell’artigianato sono ulteriormente cresciute per effetto degli emolumenti derivanti dai rinnovi contrattuali collettivi territoriali, che hanno determinato un ulteriore aumento medio delle retribuzioni dei lavoratori del nostro comparto di circa il 4%
“Gli aumenti salariali registrati dimostrano che il modello dell’artigianato veneto funziona. La crescita non è fatta solo di numeri, ma di persone che crescono con le imprese” commenta il presidente Boschetto.
Prestazioni degli enti bilaterali
Una componente chiave del welfare collettivo garantito dalla contrattazione dell’artigianato delle micro e piccole imprese è rappresentata dalle prestazioni degli enti bilaterali. Dai dati forniti da Ebav, l’ente nel 2023 ha erogato complessivamente a imprese e lavoratori 19.392.970 euro in prestazioni.
L’analisi dei dati dell’edizione 2024 del rapporto welfare Pmi relativo al Veneto documenta anche la crescita dell’offerta di prestazioni del welfare aziendale nelle piccole imprese venete. Tra le imprese venete con meno di 50 addetti il 31,6% raggiungono un livello di welfare elevato, e tra quelle con meno di 10 addetti il 12,1%. In particolare, nel 2024 il 26,3% delle imprese artigiane si colloca su livello elevato di welfare.


