Si è spento Giancarlo Gentilini, storico sindaco di Treviso e figura iconica della politica veneta.
A ricordarlo con profondo cordoglio è il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia: “È passato alla storia con il soprannome di ‘sceriffo’ ma, nel suo caso, il termine era molto riduttivo. È stato un uomo delle istituzioni prima ancora che un politico, un grande amministratore pubblico che negli anni della fine della prima repubblica ha saputo cogliere e intercettare i sentimenti della gente, di quello che chiamava ‘il mio popolo’, e grazie a questa dote come pochi altri ha saputo dare una risposta di buon governo a una città e diventare un modello per generazioni di sindaci in tante parti d’Italia”.
“Tra i primi sindaci eletti direttamente – continua Zaia – ha dato un’interpretazione di questo ruolo il più possibile vicino ai cittadini. Ha fatto la storia di Treviso e il Veneto ha avuto in lui una bandiera. Uomo di carattere, ha cambiato il corso della storia, non solo perché ha dimostrato che la Lega era un partito che poteva amministrare e farlo bene ma anche perché ha mutato l’approccio della pubblica amministrazione”.
“Gentilini ha sdoganato l’immagine della Lega nella pubblica amministrazione in anni in cui era tutt’altro che facile; da quando con la sua candidatura è stato espugnato il comune di Treviso è stato l’inizio di una galoppata – aggiunge il governatore –. Lo ho conosciuto proprio in quei giorni, nel 1993, ed è nata un’esperienza comune. Negli anni che hanno visto lui primo cittadino di Treviso e me al vertice della provincia fino al 2005, si è cementata una fortissima intesa. Abbiamo condiviso una grande passione civile, l’impegno e l’ansia del cambiamento, la visione di un Veneto portato fuori dalle secche in cui lo aveva relegato la vecchia politica dei palazzi. Ha reso quegli anni indimenticabili; mi mancherà e, sono certo, mancherà a tanti”.
“Credeva nei trevigiani e nei veneti – conclude Zaia – e anche ora che era lontano dalle stanze della politica, all’occasione non faceva mai mancare i suoi interventi e i suoi richiami, sempre attento e puntuale. Non posso dimenticare una delle sue ultime uscite, l’invito a rimanere e combattere che mi ha rivolto dalla stampa, insistendo che votare il presidente della Regione anche per un terzo mandato era una forma di rispetto dovuta ai cittadini. Ci sentivamo spesso e immancabilmente il 3 agosto per il suo compleanno. Ad ogni telefonata la voce è rimasta squillante e stentorea ed i suoi pensieri indirizzati al bene della città. Ora che è mancato non sarà più la stessa cosa”.
Commosso anche il messaggio del sindaco di Treviso, Mario Conte: “Giancarlo Gentilini, il nostro Genty, è andato avanti. Perdiamo un riferimento, un uomo che ha scritto, cambiato, segnato la storia della nostra Treviso e la figura del sindaco in Italia. Genty incarnava la passione, la concretezza, la trevigianità. Perdiamo un modello, un esempio, un’ispirazione, la stella polare per valori e capacità. Mancheranno i suoi consigli, le sue segnalazioni, mancherà lui. Tanto. Grazie di tutto Genty, sindaco di Treviso per sempre”.
Un pensiero arriva anche da Alberto Villanova, capogruppo della Lega in Consiglio regionale: “Oggi Treviso perde una figura storica, un simbolo di identità e determinazione: Giancarlo Gentilini. Un uomo che ha dedicato la sua vita alla nostra comunità, rappresentando con orgoglio i valori della nostra terra. Con il suo coraggio e la sua passione, Gentilini ha incarnato lo spirito del Veneto, difendendo sempre con forza le nostre tradizioni e la nostra autonomia. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo, ma il ricordo delle sue battaglie e del suo amore per Treviso resterà per sempre nei cuori di chi lo ha conosciuto e stimato. Ciao, Giancarlo. Che la terra ti sia lieve”.
L’assessore regionale Federico Caner scrive su Facebook: “Addio vecchio leone. Hai scelto di andare avanti proprio ora, caro Sceriffo, e noi non siamo affatto pronti a una perdita di questa portata. Non so nemmeno da dove cominciare per dire cosa sei stato per me. Mi hai insegnato cosa significa amministrare con coraggio e vivere la politica con passione. Ma prima ancora di tutto questo, sei stato un punto di riferimento sul piano umano: un amico, una guida, una presenza costante. Con un sorriso, una battuta o una parola tagliente al momento giusto, sapevi sempre come trasmettere saggezza. Per noi giovani che ci affacciavamo alla vita pubblica, eri un esempio vero. E lo sei rimasto, anno dopo anno.Tra i tanti insegnamenti che mi hai lasciato, ce n’è uno che porto nel cuore più di tutti: “Le cose si fanno bene, perché vanno fatte”. Senza calcoli, senza tornaconti. Per te la politica era servizio, puro e semplice. Servizio alla tua città, alla tua gente, a Treviso. Da trevigiano, da amico, e da giovane che ha avuto il privilegio di starti accanto, posso solo dirti: “Grazie di tutto, Sceriffo. Ora mancherai terribilmente”.


