Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato il Nuovo piano energetico regionale (Nper), un documento che punta a rendere la regione più sostenibile e meno dipendente dalle importazioni energetiche.
L’assessore all’Energia e allo Sviluppo economico, Roberto Marcato, ha definito il piano “una grande sfida che proietta il Veneto verso il 2050 con una produzione energetica più efficiente e sostenibile”. Il Nper si propone di incrementare l’uso delle fonti rinnovabili, ridurre le emissioni inquinanti e migliorare l’efficienza energetica. Secondo le previsioni, entro il 2030 il Veneto coprirà il 43% dei suoi consumi elettrici con energie rinnovabili, ridurrà la dipendenza dall’energia importata dal 50% al 34% e abbatterà le emissioni di CO2 per quasi 15 milioni di tonnellate.
Gli obiettivi principali includono l’aumento della produzione da fonti rinnovabili con 6GW di nuova capacità installata, la riduzione del consumo energetico del 10% rispetto ai livelli del 2019, una decarbonizzazione con una riduzione del 37% delle emissioni non ETS e del 65% nei settori industriali, e lo sviluppo dell’idrogeno verde come vettore energetico chiave per il trasporto e l’industria.
Per attuare il piano, sono previsti investimenti per 8,7 miliardi di euro, con un impatto economico stimato in 19,7 miliardi e la creazione di oltre 107.000 posti di lavoro. Le risorse provengono da fondi europei, nazionali e regionali, compresi PNRR e RepowerEU.
Il piano prevede oltre 100 azioni per migliorare l’efficienza energetica e la sostenibilità, tra cui il potenziamento delle infrastrutture energetiche, incentivi per le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), promozione della geotermia e dell’energia da onde marine e sostegno alla ricerca su tecnologie di accumulo e gestione intelligente della rete.
L’assessore all’Energia e allo Sviluppo economico, Roberto Marcato, ha sottolineato l’importanza del nuovo piano: “Guardo al Veneto del 2050 e vedo una terra che consumerà meno energia e che la produrrà in modo sostenibile. Vedo un Veneto ‘di classe A’ in cui la transizione energetica si farà attraverso la sostenibilità anche economica, assieme a quella ambientale e sociale”.
Marcato ha inoltre evidenziato il ruolo della regione nella produzione di energia rinnovabile: “Il Veneto ha ampiamente superato già ora il livello di crescita delle rinnovabili previsto nel Piano Energetico precedente. Oggi puntiamo a ridurre la dipendenza energetica, abbattere le emissioni e promuovere l’uso dell’idrogeno verde”. Ha poi ribadito l’impegno della Regione nel promuovere l’energia pulita: “Il Veneto non è solo un territorio che produrrà energia verde, è anche una terra da proteggere, per questo ribadiamo il nostro no alle trivelle”.
Dibattito politico e commenti
Arturo Lorenzoni (Veneto Vale) ha evidenziato il ritardo con cui il Consiglio regionale ha adottato il piano e ha sottolineato la mancanza di scelte industriali strategiche, ritenendo gli obiettivi troppo poco ambiziosi rispetto ai parametri nazionali ed europei.
Europa Verde, con Renzo Masolo e Andrea Zanoni, ha lamentato l’assenza di un chiaro rifiuto del nucleare e ha espresso delusione per la mancata approvazione di un ordine del giorno in tal senso.
Elena Ostanel (Il Veneto che Vogliamo) ha apprezzato alcuni emendamenti approvati, in particolare per l’efficientamento dell’edilizia pubblica e lo sviluppo della geotermia, ma ha criticato il piano per la sua visione ancora troppo ancorata al passato.
Erika Baldin (M5S) ha rivendicato l’approvazione di emendamenti per il ricambio dei motori nautici nella laguna di Venezia e la sperimentazione dell’energia dal mare, ma ha ribadito la necessità di un chiaro no al nucleare.l’importanza di investire in energia marina e nella riduzione dell’inquinamento nelle acque della laguna di Venezia
Lucas Pavanetto (FdI) ha sottolineato come il piano si concentri sulle fonti rinnovabili, ma ha difeso la scelta di non escludere il nucleare, lasciando la porta aperta a future evoluzioni tecnologiche.
Roberto Bet (Lega – LV) ha posto l’accento sul rischio della dipendenza da tecnologie estere e ha promosso incentivi per l’uso di pannelli fotovoltaici ad alta efficienza e materiali riciclati.
Tommaso Razzolini (FdI) ha evidenziato l’impatto economico del piano, sottolineando che genererà oltre 100.000 nuovi posti di lavoro e ridurrà la dipendenza dai combustibili fossili.
Renzo Masolo e Andrea Zanoni (Europa Verde) hanno ribadito la necessità di puntare su una transizione completamente rinnovabile, criticando la mancanza di un impegno chiaro contro il nucleare.
Elena Ostanel (Il Veneto che Vogliamo) ha insistito sulla necessità di rafforzare il monitoraggio delle risorse geotermiche e di incentivare l’efficientamento degli edifici pubblici.
Roberto Bet (Lega – LV) ha spinto per una maggiore indipendenza nella produzione di tecnologie rinnovabili per evitare la dipendenza da fornitori esteri.



